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Fred Thompson varca il Rubicone

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Il dado è tratto. La settimana scorsa, l’attore-già-senatore Fred Thompson ha annunciato la formazione di un comitato esplorativo per la candidatura alla Casa Bianca. I lettori di Pennsylvania Avenue hanno già imparato a conoscere il 64enne ex senatore del Tennessee. Tre mesi fa, infatti, quando in Italia era noto solo per il suo ruolo nel serial tv Law and Order, abbiamo offerto un ritratto di questo outsider, che fa battere i cuori della base repubblicana. Come ha scritto John Fund, editorialista del Wall Street Journal, Thompson non ha l’aura da eroe di Rudy Giuliani o la competenza di John McCain né un curriculum di successi economici come Mitt Romney. Tuttavia, si presenta come un candidato solido, che non dispiace a nessuna delle anime del Grand Old Party. La data che ha segnato la sua discesa in campo – anche se l’annuncio ufficiale è atteso in pompa magna per il 4 luglio, Independence Day – è sabato 2 giugno. Giorno in cui Thompson è intervenuto ad una cena organizzata dal partito Repubblicano della Virginia. In tale contesto, ha pronunciato un vero e proprio discorso programmatico arrivando ad invocare una nuova coalizione per il 2008 in grado di evitare gli errori compiuti dal partito dell’elefante alle ultime elezioni legislative. “Politicamente”, ha affermato, “le cose non vanno tanto bene. Ma stiamo già risalendo la china e il punto di partenza è proprio qui”. Gli analisti hanno rilevato il tenore reaganiano del discorso di Thompson, tutto incentrato sulle capacità che il popolo americano è in grado di sfoderare nei momenti difficili. D’altro canto, il candidato in pectore è stato durissimo nei confronti dei Democratici, giudicati arrendevoli sul tema chiave della guerra al terrorismo.

Il passaggio del Rubicone dell’attore che vuole ripercorrere le orme di Ronald Reagan ha suscitato ovazioni in molti ambienti intellettuali conservatori. Fred Barnes, sul settimanale neocon The Weekly Standard, ha sottolineato che Thompson ha condotto la “più grande campagna-non-campagna elettorale di tutti i tempi, riuscendo a posizionarsi tra i favoriti per la nomination repubblicana senza spendere un dollaro”. In effetti, gli ultimi sondaggi parlano di un Thompson competitivo rispetto ai Big 3 del partito Repubblicano già scesi nell’arena da alcuni mesi. Tutto da verificare, invece, è la capacità dell’attore di recuperare il gap nella raccolta fondi che lo separa da Giuliani, Romney e McCain. Per Christopher Cooper del Wall Street Journal quello dei finanziamenti sarà il primo vero test per Thompson, che secondo fonti a lui vicine punterebbe ad una campagna dallo stile non convenzionale concentrata sulle potenzialità di Internet. Obiettivo: partire subito con un budget elettorale di 5 milioni di dollari. Thompson può sicuramente contare sul suo Tennessee. Il deputato repubblicano dello Stato del Sud, Zach Wamp, ha annunciato di aver ricevuto già 30 mila email di persone pronte a darsi da fare per la campagna presidenziale di Fred Thompson, che intanto ha già incassato l’endorsment di un nipote di George W. Bush.

La discesa in campo di Thompson ha provocato anche un confronto a distanza tra Jason Zengerle della rivista liberal “The New Republic” e Jonah Goldberg della rivista conservative “National Review”. Per il primo, Thompson rappresenta per i Repubblicani ciò che Wesley Clark fu per i Democratici nel 2004. Il generale in pensione sembrava il candidato ottimale per battere Bush fino a quando è entrato in pista. Da quel momento gli elettori hanno smesso di mitizzarlo e si sono resi conto che non era l’uomo giusto. Per Goldberg, invece, il confronto non regge, innanzitutto per le doti di comunicatore di Thompson. Come Reagan, scrive Goldberg, è in grado di articolare ragionamenti in modo quasi informale senza tuttavia perdere l’importanza delle sfumature. Il polemista non si lascia sfuggire l’occasione per una frecciatina al presidente uscente. “La maggior parte dei Repubblicani”, sostiene, “non lo ammetterebbe mai, ma le difficoltà che Bush ha nell’articolare i suoi pensieri sono percepite con irritazione dalla destra”. Non sarà un caso se il sito umoristico Imao.us mette al numero uno, tra le qualità di Thompson, il fatto che sappia pronunciare correttamente la parola nuclear. Bush ancora non c’è riuscito.

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