G20 in Cina, Padoan: effetti medio termine ancora incerti

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G20 in Cina, Padoan: effetti medio termine ancora incerti

24 Luglio 2016

Il governatore della Bce, Mario Draghi, parlando dopo l’ultima riunione dell’Eurotower ha chiesto al G20 finanziario che si riunisce in Cina di lanciare messaggi di rassicurazione in una fase delicata dell’economia mondiale. Eppure, sul tavolo dei leader finanziari delle potenze mondiali riuniti per la due giorni di Chengdu, capoluogo dello Sichuan, ci sono tanti elementi di preoccupazione. 

Dalla città asiatica il ministro Pier Carlo Padoan, a colloquio con Reuters, ha detto di augurarsi che il calendario e i dettagli dell’uscita della Gran Bretagna dall’Unione siano chiari nel più breve tempo possibile: “Brexit ha già avuto un impatto. Tutte le organizzazioni internazionali e i governi stanno rivedendo al ribasso le loro previsioni a causa di questa incertezza. Per questo è già un problema. Spero che si chiarisca presto la tempistica del divorzio: prima è, meglio è, in modo da riportare equilibrio”.

Pertanto, riassumendo lo stato dei lavori del G20, il ministro ha registrato in particolare “la presa d’atto che anche prima della Brexit la crescita dell’economia mondiale stava rallentando per varie ragioni”. In generale, “il fatto che ci sia incertezza politica o incertezza legata a fattori extra economici in molte zone del mondo non aiuta l’economia”, ha aggiunto Padoan. In questo scenario la Brexit “ha dato un ulteriore elemento negativo per cui più o meno tutte le economie cresceranno di meno. Ciononostante, è possibile reagire accelerando i processi di riforma, accelerando le strategie per la crescita in cui ci sono sia le riforme strutturali che le riforme macroeconomiche”.

Il Segretario al Tesoro americano, Jack Lew, ha invocato l’eliminazione di incertezze circa il sistema fiscale: “Dobbiamo lavorare per identificare chiaramente dove sono gli utili”.

E al G20 il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble ha proposto l’introduzione di una tassa sulle transazioni finanziarie (‘Tobin Tax’) non solo in Europa ma a livello globale. Per il ministro tedesco l’idea potrebbe raccogliere una vasta adesione solo che “finora nessuno ci ha provato”. Un confronto in proposito va avanti da mesi senza risultati concreti. Per gli esperti una simile mossa può avere efficacia solo se applicata in tutti i mercati finanziari.