G7: sì a manovre eccezionali, soddisfazione unanime
11 Ottobre 2008
di Redazione
Con la comune convinzione che per risolvere la crisi finanziaria peggiore dalla Grande Depressione degli anni Trenta occorrano "misure urgenti ed eccezionali", il gruppo dei sette paesi più industrializzati si è impegnato ad agire in modo tempestivo e deciso per stabilizzare i mercati e per evitare che le istituzioni finanziarie importanti da un punto di vista sistemico falliscano. Questo il cuore del documento approvato dal G7, con soddisfazione di tutti i paesi membri, compresa l’Italia, rimasta infine soddisfatta nonostante le perplessità mostrate prima del vertice dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti sulla prima versione, poi cambiata, del comunicato finale.
Dal segretario al Tesoro Henry Paulson al governatore della Banca Centrale Europea Jean-Claude Trichet, dal ministro delle Finanze francese Christine Lagarde al numero uno della Banca del Canada Mark Carney, dal governatore della Banca del Giappone Masaaki Shirakawa a Draghi e Tremonti, il consenso sul documento è stato unanime e l’approvazione diffusa per una mossa giudicata necessaria e improrogabile.
Nello specifico, i ministri delle Finanze e i governatori delle banche centrali del G7 hanno approvato un piano in cinque punti che promuove "l’utilizzo di tutti i mezzi disponibili" per evitare il fallimento di importanti istituti finanziari. "Non permetteremo il fallimento di altre banche", ha detto il presidente dell’Eurogruppo Jean-Claude Juncker, al quale ha fatto eco anche il ministro Tremonti, nel corso di una conferenza stampa a margine dei lavori del G7.
fonte: APCOM
