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G8, Brown: altri leader “tradiscono” l’Africa

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Al prossimo vertice del G8 in Giappone, il premier britannico Gordon Brown contesterà ai leader degli otto grandi il mancato rispetto degli impegni assunti al summit del 2005 di Gleneagles, in Scozia, per aumentare gli aiuti al continente africano. Stando a quanto scrive oggi l'Independent, Brown concorda con il monito lanciato ieri dal cantante irlandese Bob Geldof sulla necessità di rafforzare il sostegno ai Paesi africani più poveri, alla luce della crisi economica globale, ed entrambi temono che Giappone, Francia, Italia e Canada possono addurre questa crisi come scusa per non versare gli aiuti promessi.

Un primo allarme su una possibile marcia indietro dei leader del G8 sugli aiuti all'Africa è stato lanciato lunedì scorso dal Financial Times, pubblicando la bozza del comunicato conclusivo del summit, in cui i leader del G8 affermano di voler rispettare "i nostri impegni per l'aiuto allo sviluppo assunti a Gleneagles", ma senza indicare la cifra dei 25 miliardi di dollari l'anno entro il 2010. Secondo l'Independent, Brown chiederà di modificare il testo, facendo leva anche sulla crescente influenza della Cina nel continente africano.

"Il premier vuole che il G8 assuma un impegno forte su quanto è stato deciso a Gleneagles, non solo che lo ribadisca - ha detto una fonte di Downing Street - sarebbe molto stupido abbandonare l'Africa a causa della crisi economica, un enorme errore strategico per risparmiare una piccola somma di denaro. Se noi investiamo nell'agricoltura africana, riusciamo a ridurre i prezzi dei generi alimentari. Metà del cibo prodotto marcisce prima di arrivare al mercato. Potrebbe diventare il granaio del mondo". Il premier britannico presenterà un piano in quattro punti al G8, che prevede un ulteriore finanziamento di 60 miliardi di dollari per la sanità nei Paesi in via di sviluppo, ulteriori finanziamenti per garantire l'accesso all'istruzione ai 72 milioni di bambini che oggi non vanno a scuola e un pacchetto di aiuti contro la crisi alimentare.

Lo scorso 16 giugno, è stato l'Africa Progress Panel, presieduto dall'ex Segretario generale dell'Onu Kofi Annan, a denunciare "l'improbabile realizzazione dell'impegno del G8 di raddoppiare gli aiuti all'Africa entro il 2010", indicando in 40 miliardi di dollari la cifra mancante. Due giorni dopo, è stata l'organizzazione umanitaria One, che vede in prima fila i cantanti irlandesi Bono Vox e Geldof, a precisare come i Paesi del G8 abbiano garantito finora solo il 14% degli aiuti promessi, pari a 3 miliardi di dollari dei 22 annunciati. Solo Germania, Regno Unito e Stati Uniti hanno rispettato finora gli impegni; l'Italia è il Paese con i maggiori ritardi nei pagamenti rispetto alla tabella di marcia decisa a Gleneagles.

 

 

 

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