G8 dell’Aquila: approvato il piano anticrisi, c’è intesa sul clima

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G8 dell’Aquila: approvato il piano anticrisi, c’è intesa sul clima

08 Luglio 2009

Raggiunta l’intesa sul clima. I leader hanno approvato il documento sul clima al vertice del G8. L’accordo prevede di limitare “l’aumento globale della temperatura media a due gradi centigradi rispetto ai livelli preindustriali”. Non è stata raggiunta però l’intesa sulla riduzione delle emissioni di gas serra del 50% entro il 2050. Nei giorni scorsi, gli sherpa del vertice avevano indicato un target di riduzione del 50% per tutti i paesi del mondo e dell’80% per i paesi industrializzati. Ad opporsi specialmente la Cina e l’India perché ritengono che se i paesi occidentali vogliono davvero imporre target ambiziosi al resto del mondo, devono essere i primi a tagliare drasticamente le loro emissioni entro il 2020. Secondo quanto si è potuto sapere, il comunicato che chiuderà i lavori del Major Economies Forum fornirà quindi un’indicazione più blanda, che sottolinea l’importanza di non consentire un surriscaldamento del pianeta superiore ai due gradi centigradi. India e Cina si sarebbero infatti opposte a identificare obiettivi concreti di riduzione delle emissioni.

Nonostante ciò, i leader degli Otto Grandi hanno hanno sottoscritto un accordo in cui si impegnano a raggiungere un obbiettivo comune, la lotta ai cambiamenti climatici. Nel documento che sarà approvato domani dai Paesi del Mef (gli Otto più Australia, Brasile, Cina, Corea del sud, India, Indonesia, Messico e Sudafrica) e la Danimarca (presidente della conferenza), si riconosce "l’opinione scientifica secondo la quale l’incremento della temperatura media globale al di sopra dei livelli pre-industriali non dovrebbe eccedere i due gradi centigradi".

Approvata la dichiarazione sull’Africa e lo sviluppo. I leader del G8 hanno anche approvato la dichiarazione sullo sviluppo e l’Africa, nella quale tra l’altro ribadiscono "l’importanza di rispettare i propri impegni a favore di un aumento degli aiuti" nei confronti dei Paesi in via di sviluppo.

Tra i passaggi della dichiarazione si legge: "Dobbiamo creare le condizioni per intensificare il commercio globale e l’investimento, ponendo la crescita mondiale su un percorso più solido e minimizzando l’impatto della crisi sulle popolazioni vulnerabili". Ma c’è spazio pure per l’appello alla produzione: "È necessario – afferma ancora la dichiarazione finale – porre l’agricoltura e la sicurezza alimentare al centro dell’agenda internazionale". I progressi "nello sradicamento della povertà possono essere raggiunti solo se la crescita economica e il cambiamento climatico, attraverso un ambizioso accordo a Copenaghen" sono perseguiti in maniera congiunta.

Intanto, il presidente della Comunità di Sant’Egidio Marco Impagliazzo, a margine dell’incontro con le first ladies in merito al programma ‘Dream’ contro la diffusione dell’Aids in Africa, ha tenuto a sottolineare che "questa comunità lavora da molti anni per la cura dell’Aids e c’è un grande interesse da parte delle first ladies per dare un segnale all’Africa". "L’Africa – ha aggiunto Impagliazzo – è terra della solidarietà ma è anche terra delle opportunità – ha aggiunto – è molto significativo che oggi il segnale sia: dobbiamo aiutare di più l’Africa". Quanto al contributo, anche economico, che le first ladies potrebbero dare alla causa della Comunità di S. Egidio, Impagliazzo ha detto: "Vedremo, lo decideranno loro. Credo che il primo grande contributo sia l’interesse, il fatto di non dimenticare l’Africa". "Questo è l’obiettivo che si pone la Comunità di S.Egidio – ha concluso – lasciare i riflettori accesi su questo continente dove vivono 900 milioni di persone".

Benedetto XVI incontra le first lady in attesa di Obama. Nell’incontro avvenuto oggi con alcune first lady (accompagnate dalle ministre Mara Carfagna e Maria Stella Gelmini), il Papa ha espresso l’auspicio che si possa "aiutare l’Africa". "Che Dio benedica tutto il continente", ha poi aggiunto rivolgendosi alla moglie del premier indiano Singh. Dopo il breve incontro con il pontefice le first lady hanno visitato la Città del Vaticano compiendo un giro per i Giardini cominciando dalla Grotta di Lourdes. Successivamente il gruppo ha visitato la basilica di San Pietro entrando dalla Porta della Preghiera. "Occorrono uomini retti tanto nella politica quanto nell’economia, che siano sinceramente attenti al bene comune": ha chiosato Benedetto XVI all’udienza generale, illustrando il contenuto della sua encliclica "Caritas in veritate" pubblicata ieri. Il testo integrale del discorso è stato diffuso nel primo pomeriggio dalla sala stampa vaticana. L’incontro di oggi anticipa quello in programma tra Obama e Papa Benededetto XVI venerdì, e che vedrà una "franca discussione" su alcuni dei temi che trovano i due leader in disaccordo, come l’aborto. "Vi sono molti punti in comune. Sappiamo che il Papa ha seguito da vicino il dialogo avviato dal presidente verso il mondo musulmano – ha detto oggi il portavoce della Casa Bianca Robert Gibbs – Il Papa inoltre condivide il punto di vista del presidente sulla riduzione delle armi nucleari". "Comunque, anche sui temi dove non vi è sintonia di vedute – ha aggiunto Gibbs – vi sono iniziative che possono essere avviate che possono portare a progressi, come la questione delle gravidanze indesiderate e l’adozione. Prevedo che sarà una conversazione molto franca".

L’impegno di Barroso sul clima. All’Aquila sarà fatto “un buon passo in avanti” se i leader del G8 concorderanno sull’obiettivo di mantenere a due gradi l’aumento massimo del clima terrestre e sull’impegno di ridurre del 50% le emissioni mondiali di C02 del 50% entro il 2050. A dirlo il presidente della Commissione Ue, Josè Manuel Durao Barroso (Diversi contenuti espressi da Barroso sono poi stati ripresi dal Ministro degli Esteri, Franco Frattini), in un incontro stampa con il premier svedese Fredrik Reinfeldt, presidente di turno dell’Unione europea. Anche se la bozza finale sul clima è ancora oggetto di difficili negoziati “da parte degli Usa ci sono stati progressi importanti” e i segnali che arrivano dagli Stati Uniti fanno ben sperare “per un accordo positivo” alla conferenza Onu sul clima di Copenaghen, fissata a dicembre. Resta da sciogliere il nodo rappresentato dalle economie emergenti, in particolare dalle resistenze della Cina, che i Paesi sviluppati intendono superare con pacchetti di aiuti e concessioni finanziarie. “Stiamo preparando un pacchetto di proposte concrete che sarà pronto a settembre”, ha annunciato Barroso. Reinfeldt, da parte sua, ha auspicato l’accettazione di impegni vincolanti di riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra entro il 2050 (meno 50% di C02 in totale, meno 80% per i Paesi sviluppati) ed ha insistito anche sulla necessità di “obiettivi a medio termine” (meno 20% entro il 2020) per verificare il cammino.

Prima intesa sui temi dell’economia. I Paesi del G8 si impegnano a lavorare per “assicurare una stabilità finanziaria globale” e “eque condizioni competitive internazionali». È quanto si afferma nella bozza della dichiarazione economica del vertice dell’ Aquila, di cui si è potuto prendere visione. Nel documento i leader affermano: “Siamo impegnati a trattare la dimensione sociale della crisi, ponendo le persone al primo posto”, anche se la situazione dell’economia mondiale “rimane incerta e rimangono rischi significativi per la stabilità economica e finanziaria”. Arrivano, però, i primi segnali di ripresa. “Notiamo alcuni segnali di stabilizzazione delle nostre economie e pensiamo che l’inversione di rotta sarà rafforzata quando le nostre misure raggiungeranno il loro effetto completo sull’attività economica e contribuiranno a migliorare la fiducia e le aspettative”  si legge nella bozza, che prosegue “Abbiamo concordato sulla necessità di preparare strategie appropriate per ridurre le misure straordinarie prese per rispondere alla crisi, una volta che la ripresa sarà assicurata”. Le strategie di uscita, si legge nella bozza, “varieranno da paese a paese, secondo le condizioni economiche interne e delle finanze pubbliche, e devono assicurare una ripresa sostenibile a lungo termine”. Il G8 ribadisce, inoltre, il lavoro di assistenza svolto dal Fondo Monetario Internazionale, come stabilito dal G7-G8 finanziario di Lecce a giugno. Inoltre lotta ai paradisi fiscali e confronto sulle misure per il rimpatrio dei capitali. Questi gli impegni che i Grandi assumono sul fronte del contrasto all’evasione. ”Non possiamo continuare a tollerare grossi ammontare di capitali nascosti per evadere il fisco”. Primario su questo fronte il ruolo dell’Ocse, l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico. Nel doumento si fa poi riferimento a ipotesi di misure per agevolare il rimpatrio ei capitali, il cosiddetto ‘scudò fiscale. “Diversi Paesi stanno attuando strategie – prosegue la bozza – per favorire il rimpatrio volontario dei patrimoni detenuti in giurisdizioni non cooperative e si sente la necessità di definire un quadro di discussione per i Paesi interessati”.

“Il governo italiano è un vero, grande amico degli Stati Uniti su tanti temi importanti e Italia e Usa lavorano fianco a fianco”. Lo ha detto il presidente americano Barack Obama al termine dell’incontro al Quirinale con il presidente Giorgio Napolitano.

La smentita di Obama (e della Casa Bianca) al NYT. Il presidente Usa ha detto: "Sui temi del vertice, grande la leadership dell’Italia, paese amico", smentendo così le critiche del New York Times, che stamani accusava il Governo Berlusconi per “l’inscusabile carenza organizzativa”, oltre che per la “debolezza politica di molti leader che vi partecipano" e che, sempre secondo il quotidiano, "non lasciano spazio all’ottimismo”. Anche la Casa Bianca ha definito oggi “falsa” la notizia che gli Stati Uniti avrebbero fatto telefonate agli sherpa del G8 per preparare l’agenda del vertice per sopperire a presunte inadeguatezze italiane. A Mike Froman, il funzionario della Casa Biancache è lo Sherpa Usa al G8Sintonia tra Usa e Italia: le parole di Napolitano. Dopo i 45 minuti di colloquio nello Studio alla Vetrata del Quirinale Napolitano ha dichiarato che in Italia “l’adesione alle fondamentali scelte di collocazione internazionale è larghissimamente condivisa da moltissimo tempo e recentemente il consenso si è esteso anche per quanto riguarda la partecipazione alle missioni internazionali in zone di crisi”. Inoltre "ho confermato il nostro impegno in Afghanistan e di questo – ha aggiunto Napolitano – il presidente Obama mi ha ringraziato".

Napolitano ha sottolineato la convergenza di vedute e di opinioni partendo dall’auspicio che l’Unione Europea rafforzi il proprio ruolo sulla scena internazionale. “Negli ultimi anni il mondo è profondamente cambiato, il centro decisionale si è spostato lontano dall’Europa ma – ha detto Napolitano – l’Europa ha molto da dire. Potrà farlo a condizione che l’Europa riesca a essere più unita, a realizzare le sue decisioni con più efficacia, a parlare con una voce sola”.

Sulla stessa linea Obama, secondo cui “è molto importante per la comunità internazionale parlare con Paesi come l’Iran e la Corea del Nord per incoraggiarli a compiere passi che non portino alla proliferazione nucleare”.