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Dal Vaticano al Giappone

G8. Il Papa: “Maggiore impegno contro la fame e l’analfabetismo”

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Un appello alla comunità internazionale del G8 è arrivato dal Papa. Benedetto XVI si è rivolto agli otto “grandi” affinché vengano frenate turbolenze e speculazioni finanziarie che colpiscono in modo particolare le popolazioni e le economie più povere.

Durante l’Angelus di ieri, dal Palazzo apostolico di Castel Gandolfo il Pontefice ha anche chiesto che vengano raggiunti gli obiettivi di lotta contro fame e analfabetismo.

Il Santo Padre ha inviato un messaggio ai capi di stato e di governo pregandoli di mettere al centro delle loro deliberazioni “i bisogni delle popolazioni più deboli e più povere, la cui vulnerabilità è oggi accresciuta a causa delle speculazioni e delle turbolenze finanziarie e dei loro effetti perversi sui prezzi degli alimenti e dell'energia. Auspico che generosità e lungimiranza aiutino a prendere decisioni atte a rilanciare un equo processo di sviluppo integrale, a salvaguardia della dignità umana''.

Durante l'incontro con i giornalisti Silvio Berlusconi si dice in perfetto accordo con il Papa: "Sono in totale sintonia con la Chiesa cattolica" e con il Papa e sottolinea che "l'Italia ha fatto il massimo stanziando "un miliardo di dollari" e che, nonostante voglia "fare di più" è impossibilitata a farlo a causa del "debito ereditato".

A margine del vertice del G8,  il colloquio tra il presidente americano George W. Bush e il leader del Cremlino Dimitri Medvedev è durato poco più di un’ora.

 

Al termine dell’incontro bilaterale, ai giornalisti hanno espresso reciproco apprezzamento. Parlando del leader del Cremlino Bush ha detto di aver incontrato “una persona a suo agio, molto sicura di sé, che conosce molto bene i problemi” e Medvedev ha ricambiato la cortesia facendo gli auguri di buon compleanno al presidente americano (Bush ieri ha compiuto 62 anni) e auspicando un dialogo e collaborazione con il leader usa ormai uscente.

Ma dopo i convenevoli, il clima del colloquio si è scaldato quando i due leader hanno toccato il tema dello scudo spaziale: se i due leader hanno trovato comunanza d'interesse sull'Iran e sulla Corea del Nord, come era prevedibile, sono apparsi lontani sulla questione dello scudo. "Abbiamo avuto alcune aree di disaccordo - ha cercato di smorzare Bush - ma ve ne sono altre dove possiamo lavorare insieme, per il bene comune".

Il presidente russo, ad esempio, ha definito "inaccettabile" la possibilità che gli Stati Uniti propongano alla Lituania di entrare nel programma dello scudo spaziale. Mosca considera lo scudo una minaccia alla sua sicurezza, nonostante le rassicurazioni americane, ed il fatto che la prossima settimana il segretario di stato Condoleezza Rice si rechi nella Repubblica Ceca per sancire l'accordo che vedrà l'installazione in quel paese della stazione radar dello scudo non ha aiutato a conciliare le cose. I due hanno affrontato anche altre “aree di disaccordo”: dalla tensione con la Georgia alla solita “predica” americana sul rispetto dei diritti umani e su una maggiore democrazia in Russia. Ma i due leader hanno ribadito in Giappone che il dialogo tra Washington e Mosca funziona, nonostante tutto, soprattutto nella battaglia contro la proliferazione nucleare. Sulla necessità di bloccare Iran e Corea del Nord i due leader si sono trovati in perfetta armonia.

Intanto continuano a Toyako, nell'isola di Hokkaido, nel nord del Giappone,i lavori del G8, il vertice dei capi di Stato e di governo delle sette economie più industrializzate più la Russia.

Durante il summit, i leader del club dei Paesi più industrializzati (Usa, Giappone, Germania, Regno Unito, Francia, Italia, Canada e Russia) annunceranno - almeno in base alle attuali previsioni - uno schema d'intesa sugli obiettivi di taglio delle emissioni di gas serra, pur con la consapevolezza che progressi sostanziali ci saranno solo dal prossimo anno, dopo le elezioni presidenziali Usa.

La prima sessione ufficiale dei lavori è dedicata allo sviluppo dell'Africa. Alla colazione di lavoro che ha aperto la tre giorni del summit partecipano sette Paesi africani - Algeria, Sudafrica, Senegal, Nigeria, Ghana, Etiopia e Tanzania - nonché le più importanti organizzazioni internazionali, tra cui Nazioni Unite, Banca Mondiale e Commissione europea. Proprio il presidente della Commissione europea, Josè Manuel Barroso, ha proposto ai partner Ue di creare un fondo da 1 miliardo di euro per sostenere l'agricoltura nei Paesi in via di sviluppo.

Il presidente francese, Nicolas Sarkozy, ha proposto la creazione di un gruppo di esperti internazionali incaricati di analizzare e studiare possibili soluzioni al problema della crisi alimentare mondiale. In un'intervista rilasciata al quotidiano giapponese "Yomiuri Shimbun", il titolare dell'Eliseo ha citato come modello di riferimento il Comitato intergovernativo dell'Onu sul cambiamento climatico.

La questione della crisi alimentare figura in cima all'agenda delle discussioni del vertice che affronterà anche il cambiamento climatico e gli incrementi del prezzo del greggio e delle materie prime.

Sempre dal presidente francese arriv ala proposta di aprire le porte del G8 a  Cina e India e ad altri 3 Paesi ma, secondo fonti della delegazione usa che prende parte al vertice, gli Stati Uniti si sono già pronunciati con un parere contrario.

L'opinione di Sarkozy è che il G8 non può non includere le economie ad alto sviluppo. Si tratta di "adattarsi alla realtà del 21esimo secolo", ha spiegato il titolare dell'Eliseo. "Sono tra coloro che ritengono che non abbia molto senso continuare a riunirsi ad otto per discutere i grandi problemi del pianeta, senza invitare a sedersi al tavolo la Cina, con i suoi 1,3 miliardi di abitanti, o l'India, che conta un miliardo", ha detto Sarkozy in apertura della tre giorni di summit.

Nel corso della conferenza stampa, Berlusconi risponde a Sarkozy in merito all'allargamento del G8: "Bisogna mantenere la formula attuale del G8 che riunisce "l'Occidente", tuttavia è altrettanto giusto fare delle riunioni regolari allargate ai 5 governi di India, Brasile, Cina, Sudafrica e Messico".

Intanto, mentre i leader del G8 hanno iniziato la loro serie di incontri, circa 150 manifestanti hanno dato vita a un corteo di protesta a Date, piccola cittadina dell'isola nipponica di Hokkaido. "Stop al G8", "Stop all'esportazione di impianti nucleari" e "assumersi la responsabilità per la povertà e la crisi alimentare mondiale", sono stati tra gli slogan più gettonati.

E per attenuare la corsa del greggio Berlusconi propone un intervento sui "margini di deposito" di competenza delle borse sui futures che secondo qualche paese del G8 dovrebbero aumentare "fino al 50%" dall'attuale 5% ed una azione da parte delle autorità antitrust non solo in Europa, ma anche negli Usa, in Canada e negli altri Paesi.

Intanto, ieri a Sapporo, i rappresentanti delle organizzazioni non governative provenienti da oltre 30 nazioni hanno aperto il loro contro-vertice, per una tre giorni di confronto sull'ambiente, lo sviluppo e i diritti umani. Il G8 Media Network, la rete delle associazioni, critica l'arresto di quattro uomini da parte della polizia durante la protesta di Sapporo, denunciando il rigido "presidio delle forze dell'ordine, contro la libertà di pensiero ed espressione".

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1 COMMENT

  1. C’è un aspetto assurdo in
    C’è un aspetto assurdo in questa vicenda dello scudo ed è l’atteggiammento,al solito,dell’europa.Deve difendere l’europa,costa soldi ai contribuenti americani e Bush deve piatire l’assenso di qualche paese.Prima o poi gli Usa rivedranno la loro strategia mondiale e l’europa conterà su se stessa.Sarà tutto da piangere.

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