Gassificatori: la falsa soluzione al problema dei rifiuti

LOCCIDENTALE_800x1600
LOCCIDENTALE_800x1600
Dona oggi

Fai una donazione!

Gli articoli dell’Occidentale sono liberi perché vogliamo che li leggano tante persone. Ma scriverli, verificarli e pubblicarli ha un costo. Se hai a cuore un’informazione approfondita e accurata puoi darci una mano facendo una libera donazione da sostenitore online. Più saranno le donazioni verso l’Occidentale, più reportage e commenti potremo pubblicare.

Gassificatori: la falsa soluzione al problema dei rifiuti

01 Ottobre 2007

Il processo della gassificazione dei rifiuti si sta proponendo come la soluzione al problema rifiuti o comunque come una valida alternativa agli inceneritori e ai termovalorizzatori.

La gassificazione è un trattamento termico dei rifiuti che implica la trasformazione della materia organica tramite riscaldamento a temperature variabili (a seconda del processo da 400 a 1200 °C), rispettivamente in condizioni di assenza di ossigeno o in presenza di una limitata quantità di questo elemento. Gli impianti che sfruttano tali tecnologie in pratica, piuttosto che fondarsi sulla combustione, attuano la dissociazione molecolare ottenendo in tal modo molecole in forma gassosa più piccole rispetto alla originarie (syngas) e scorie solide o liquide.

Nonostante la tipologia di rifiuti trattabili sia (per alcuni tipi di impianto) la stessa degli inceneritori, tuttavia sono pochi gli impianti di questo genere che trattano rifiuti urbani tal quali: molto spesso infatti riguardano frazioni merceologiche ben definite quali plastiche, pneumatici, scarti di cartiera, scarti legnosi o agricoli oppure biomasse in genere.

Se si trattano biomasse, l’energia imprigionata attraverso la fotosintesi clorofilliana in tali sostanze organiche può così essere liberata o bruciando il gas di sintesi in una caldaia per sfruttarne il calore o alimentare una turbina a vapore, o usandolo come combustibile per motori a scoppio, o ricavandone idrogeno da usare poi in pile a combustibile per produrre elettricità. Questo gas può essere successivamente utilizzato per produrre energia elettrica nonchè ovviamente calore.

I gassificatori appaiono, quindi, come un sistema efficiente per sfruttare le potenzialità energetiche delle biomasse in generale, oltre che dei rifiuti solidi urbani. Infatti, molti ritengono che gli impianti di gassificazione siano destinati a sostituire in futuro gli attuali inceneritori e termovalorizzatori, anche per i rifiuti urbani, diffondendosi ulteriormente e divenendo i principali trattamenti termici di riferimento.

Fin qui le parole. Ma se passiamo ai fatti la situazione è molto diversa.

Per giustificare la costruzione di un gassificatore vengono spese molte parole da parte dei proponenti, di alcuni politici e di qualche associazione. Analizzando bene la situazione si comprende, però, come tale tecnologia non sia ancora affidabile ma soprattutto come non dia maggiori garanzie in termini di impatto ambientale e produzione energetica rispetto ad un inceneritore o termovalorizzatore.

Alle porte di Roma, nell’attuale sito di Malagrotta, una delle discariche più grandi d’Europa, si sta cercando in tutti i modi di istallare un impianto di questo genere. Confrontando le parole di rassicurazione dei politici e dei vari ingegneri si scoprono molte cose interessanti che lascio volentieri al commento dei lettori.

 

Dichiarazioni

Fatti

Il gassificatore di Malagrotta si basa su una tecnologia industriale della società svizzera Thermoselect “ampiamente sperimentata”

L’unico gassificatore in Europa costruito dalla Thermoselect a Karlsruhe