Gaza, scontri Hamas-Fatah, bilancio sale a nove morti

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Gaza, scontri Hamas-Fatah, bilancio sale a nove morti

03 Agosto 2008

Gli scontri tra le forze di sicurezza di Hamas e gli esponenti di un clan della Striscia di Gaza favorevole a Fatah hanno provocato nove morti e 88 feriti, fra cui 12 bambini, secondo un nuovo bilancio dei servizi di sicurezza.

Le forze di sicurezza di Hamas hanno assunto il controllo di una roccaforte dei rivali politici di al Fatah, dopo un giorno di battaglie – con tiri di mortaio e raffiche di mitra. Si tratta degli scontri più violenti da mesi a questa parte. Forti esplosioni e sparatorie sono state avvertite tutta la giornata a Gaza . Hamas ha annunciato di aver arrestato decine di persone. I combattimenti hanno avuto come teatro, per la maggior parte della giornata, il quartiere di Shijaiyeh a Gaza City. Centinaia di membri delle forze di sicurezza di Hamas sono dispiegate nel quartiere, pattugliando le strade e perquisendo le case. I poliziotti del movimento integralista islamico hanno sparato in aria in segno di giubilo.

Hamas ha accusato il clan Hilles, legato al movimento Fatah del presidente palestinese Abu Mazen, di coprire i responsabili dell’attentato della scorsa settimana, costato la vita a cinque membri di Hamas. L’attentato, compiuto con un’autobomba, ha scatenato un giro di vite del movimento integralista islamico contro Fatah.

Successivamente, oltre 150 membri del clan Hilles sono stati autorizzati a entrare in territorio israeliano dopo i combattimenti a Gaza con le forze di Hamas, bendati, senza abiti e con le mani legate dietro la schiena. Lo hanno annunciato fonti militari dello stato ebraico. Uno dei leader del clan nonchè importante membro di al Fatah, Ahmed Hilles, è tra quelli che sono riusciti a raggiungere Israele: lo ha indicato una fonte palestinese.

La pressione economica israeliana sulla Striscia di Gaza è stato il fattore determinante perché Hamas accettasse un cessate il fuoco: lo ha dichiarato il colonnello Nir Press, responsabile delle operazioni nella zona dell’esercito israeliano.

Press – le cui dichiarazioni sono state riportate dal quotidiano israeliano Ha’aretz – ha aggiunto che la Striscia non è mai stata vicina a una crisi umanitaria: "Siamo riusciti a mettere in chiaro attraverso la stampa araba che Gaza doveva scegliere: o commercio, oppure razzi Qassam e mortai. Le notizie di tagli alle forniture elettriche e della minaccia della fame facevano parte della campagna di bugie orchestrata da Hamas".

Secondo l’ufficiale – che sta per abbandonare l’incarico – sta crescendo il coinvolgimento iraniano nella Striscia, e il prossimo obbiettivo di Teheran è la Cisgiordania; in ogni caso, conclude, oggi non esistono alternative ad Hamas.