Gaza. Si cerca tregua, ma Israele dice: offensiva allargata
08 Gennaio 2009
di Redazione
In attesa di augurabili sviluppi diplomatici positivi per un cessate il fuoco stabile, e cessata la tregua umanitaria di tre ore, sono riprese nella Striscia di Gaza le operazioni terrestri israeliane, giunte al quinto giorno e per le quali il gabinetto di sicurezza ha approvato una "terza fase" che prevede un’ulteriore avanzata nei centri abitati.
Una contraddizione solo apparente in quanto il successo dell’iniziativa diplomatica basata sul piano di pace franco-egiziano si basa in ultima analisi sulla sconfitta militare (e quindi di riflesso politica) o quanto meno il forte indebolimento di Hamas e il ritorno dell’Anp nella Striscia.
Nelle ultime ore l’esercito israeliano ha sganciato volantini in lingua araba sulla zona di Rafah invitando la popolazione palestinese ad allontanarsi: sarebbero imminenti bombardamenti per distruggere i tunnel utilizzati per il contrabbando di armi.
Le autorità militari israeliane hanno poi reso noto che in base alle condizioni di sicurezza sul terreno un corridoio umanitario per gli aiuti potrebbe essere aperto ad intervalli regolari, possibilmente giornalieri.
Nel pomeriggio di ieri il gabinetto di sicurezza israeliano ha "approvato il proseguimento delle operazioni terrestri, compresa una terza fase che allargherà il fronte dell’offensiva penetrando maggiormente nelle zone abitate", hanno reso noto fonti governative, sottolineando tuttavia che l’applicazione della decisione sul terreno spetterà ai responsabili del Ministero della Difesa.
Il Ministero da parte sua ha annunciato l’invio oggi al Cairo di Amos Gilad – consigliere politico del titolare del dicastero, Ehud Barak – per discutere i dettagli di un eventuale cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, come previsto dal piano di pace franco-egiziano al quale lo Stato ebraico ha dato il suo accordo di principio.
Intanto, secondo il responsabile dei servizi di soccorso del Territorio costiero, Mouawiya Hassanein. sono almeno 702 le vittime palestinesi dall’inizio delle operazioni militari israeliane.
fonte: APCOM
