Gb al voto: Crescono euroscettici e strada in salita per Corbyn
06 Maggio 2016
Nella giornata di ieri milioni di britannici sono stati chiamati alle urne. Centoventiquattro consigli comunali, ma anche i parlamenti nazionali di Scozia, Galles ed Irlanda del Nord, scrutinati. E mentre nella capitale del Commonwealth i pronostici della vigilia e le prime proiezioni danno per favorito il candidato laburista Sadiq Khan, le cose si mettono male per i progressisti.
Il Labour di Jeremy Corbyn in Scozia diventa la terza posizione dietro i conservatori e gli indipendentisti dello Scottish National Party. Che possono vantare la conquista del terzo mandato consecutivo per la leader Nicola Sturgeon. In attesa di capire se i nazionalisti scozzesi riusciranno a strappare la maggioranza assoluta al parlamento di Edimburgo, la vittoria annunciata già consente a molti osservatori di parlare dell’eventualità di un secondo referendum per la secessione da Londra.
Spostando lo sguardo va notata la crescita della formazione euroscettica Ukip, guidata da Nigel Farage. Il partito per l’indipendenza del Regno Unito sta rosicchiando posizioni proprio al Labour di Corbyn.
Si tratta di segnali indicativi soprattutto in vista del referendum del 23 giugno, soprannominato ‘Brexit’: la possibilità per il Regno Unito di dire addio all’Unione Europea, come chiesto da tempo da parte di ampie fasce dell’opinione pubblica. Le elezioni di ieri rappresentano quindi un importante test per il governo di David Cameron, da sempre strenuo difensore della permanenza di Londra nella Ue, anche a dispetto delle prese di posizione contrarie di gran parte dell’elettorato conservatore.
Tra gli sfidanti di Cameron per la leadership c’è anche il sindaco uscente di Londra Boris Johnson, conservatore atipico e strenuo sostenitore del Brexit. I risultati del voto di ieri diranno quindi se Johnson avrà l’occasione perfetta per affondare il rivale interno e intestarsi la battaglia politica del decennio.