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Gb: Brown volta le spalle a Bush

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Primi segnali di mutamento nella politica estera britannica. Ieri sera a Washington, il ministro per lo Sviluppo internazionale di Gordon Brown, Douglas Alexander, ha pronunciato un discorso che secondo il Guardian può essere interpretato come un invito agli Stati Uniti a ripensare la propria politica estera.

Alexander, che è uno dei fedelissimi del nuovo premier, ha affermato che “nel XX secolo la potenza di un Paese si è troppe volte misurata sulla sua capacità di distruggere. Nel XXI secolo la forza dovrà invece essere misurata da ciò che sarà capace di costruire insieme”, al fine di '”tendere la mano al resto del mondo”. “Dobbiamo costruire nuove alleanze sulla base di valori comuni”, ha proseguito.

Alexander ha poi difeso la mediazione delle istituzioni internazionali, e in particolare delle Nazioni Unite: “Dobbiamo dimostrare attraverso le nostre azioni di essere internazionalisti, e non isolazionisti, multilaterali e non unilaterali, per difendere valori comuni e non interessi speciali”.

E ancora ha affermato che, sebbene il terrorismo e l'estremismo debbano essere combattuti a volte con la forza, non è detto che la vittoria arrivi solo con mezzi militari. A suo avviso, si dovrebbero guardare le sfide del futuro nel loro insieme, combattendo cambiamenti climatici e povertà e garantendo scambi commerciali più equi.

Quello di Douglas Alexander è il primo discorso pronunciato all'estero da un ministro britannico dall'ascesa di Brown. I media britannici oggi danno ampia rilevanza all'intervento fatto davanti al Consiglio delle Relazioni Estere nella capitale americana. Tutta la stampa dell’area anglofona ha interpretato l’intervento come un palese cambio nella tradizionale politica di Londra nei confronti degli Stati Uniti. Infatti il Guardian parla di un cambio di politica estera, mentre il periodico Usa Time ha definito quello del ministro inglese un “messaggio meticolosamente criptato”.

Anche se l'intervento di Douglas è stato considerato come una larvata critica al presidente americano, il ministro ha assicurato alla BBC che il premier Gordon Brown ha confermato per telefono al presidente Bush il suo impegno a mantenere un forte dialogo.

Il premier inglese dovrebbe infatti recarsi a breve negli Stati Uniti, perciò la visita di Douglas è stata sicuramente effettuata per preparare il terreno. A fine di preparare l'incontro bilaterale, la settimana prossima anche Simon Mc Donald, consigliere di politica estera di Brown, si recherà a Washington per discutere con il consigliere per la sicurezza nazionale americano Stephen Hadley.

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