Gb. La coalizione rischia di spaccarsi su riforma dell’università

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Gb. La coalizione rischia di spaccarsi su riforma dell’università

12 Ottobre 2010

Il governo britannico è pronto a varare la preannunciata riforma dell’università che prevede fra l’altro la liberalizzazione delle tasse, la fine dei finanziamenti a fondo perduto del governo agli atenei così come di molte altre forme di finanziamento, fra cui i prestiti a interesse zero, sostituiti da prestiti restituibili anche in trent’anni (non più solo 25).

Sarebbero almeno 30 i deputati liberaldemocratici pronti a votare contro la riforma, secondo quanto sostiene la National Union of Students (ma sono già confermati i "no" di almeno due di loro, Greg Mulhlland e John Leech). Secondo quanto emerge dalle prime analisi effettuate sul rapporto sulla revisione dell’istruzione di grado superiore firmato dall’ex presidente della BP, Lord Browne, le rette sono destinate a raddoppiare in media, e un corso di tre anni potrà arrivare a costare fino a 36mila sterline. Viene infatti abolito il tetto attuale di 3,290 sterline l’anno, limite delle rette che ogni ateneo, dalla London School of Economics a Oxford, era tenuto a rispettare. Gli atenei dovranno introdurre tasse di almeno settemila sterline l’anno, solo per recuperare la perdita inflitta dai finanziamenti pubblici, si calcola. I laureati delle università più prestigiose potrebbero terminare il loro ciclo di studi con debiti di 50mila sterline.

Se le università applicheranno tasse superiori alle seimila sterline l’anno, verranno tassate in misura progressiva, per unità di mille sterline. Gli atenei verranno inoltre incoraggiati ad aumentare i posti disponibili (in misura delle richieste di iscrizione), in media su tutto il Paese del dieci per cento in tre anni. Gli atenei dovranno pubblicare statistiche sui salari percepiti dai laureati che hanno prodotto e sul numero di lezioni e docenti, oltre che "carte dei diritti degli studenti", e saranno stimolati a pubblicizzare le loro attività per attrarre nuove matricole. Verranno facilitati gli studenti part time che lavorano e studiano contemporaneamente.

Il sistema dei prestiti per lo studio prevede attualmente il rimborso del nove per cento per salari superiori a 15mila sterline l’anno. Lord Browne raccomanda che questa cifra salga a 21mila sterline. Aumenteranno anche i tassi di interesse del prestito, ora a zero (lo rimarranno per i laureati con stipendi inferiori alle 21mila sterline l’anno. Saranno mantenuti i finanziamenti pubblici solo per alcune materie, come quelle scientifiche, tecnologiche, medicina, infiermeristiche, alcune lingue.