Gb. Studenti in piazza a Londra contro tagli, occupata sede Tory

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Gb. Studenti in piazza a Londra contro tagli, occupata sede Tory

10 Novembre 2010

Decine di migliaia di studenti e ricercatori universitari hanno manifestato nel centro di Londra per protestare contro il piano di riforma dell’istruzione superiore che include un drastico aumento delle rette (il tetto passa dalle attuale 3mila sterline l’anno, a seimila e in alcuni casi, a nove) e il taglio dei finanziamenti pubblici.

Di fronte al quartier generale del Partito conservatore di Millbank Tower, sul Tamigi, a pochi passi dalla nuovaTate gallery, diverse decine di manifestanti hanno appiccato il fuoco ai cartelloni che portavano, infranto vetrate, e fatto irruzione nella lobby, da cui hanno anche portato via alcune poltrone. La polizia è intervenuta, e alcuni agenti sono rimasti feriti mentre cercavano di trascinare fuori dall’edificio gli attivisti che si erano sdraiati sul pavimento. Alcuni di loro sono riusciti a raggiungere il tetto, da cui hanno gettato oggetti contro gli agenti schierati di fronte all’ingresso. Numerosi manifestanti sono stati arrestati. A Westminster, circa 200 studenti sono riusciti a varcare le barriere che erano state poste e inscenato un sit-in di fronte al parlamento.

Come ha spiegato uno dei 400 studenti di Oxford che oggi sono arrivati a Londra, David Barclay, che è presidente della Union dell’università in cui hanno studiato diversi degli esponenti di questo governo, "questo è il giorno in cui i politici impareranno che, anche se dimenticano le loro promesse, gli studenti non lo fanno". E sono i liberaldemocratici, che nella loro campagna elettorale avevano promesso di opporsi ad aumenti delle tasse, e che hanno raccolto molti voti fra gli universitari, il vero bersaglio della protesta che ha visto coinvolti oggi oltre 50mila studenti (secondo i dati degli organizzatori) provenienti da tutto il Paese.

"Gli studenti di Oxford assicurano che non si metteranno in disparte per vedere i fondi per l’insegnamento decimati, per assistere all’appesantimento della prossima generazione di studenti con debiti insostenibili, non ci metteremo da parte mentre la nostra università diventa, ancora una volta, un rifugio per l’elite dei privilegiati", ha dichiarato Barclay.