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Gentile e il caso Mondragone, oggi come ieri protagonista per una questione di parificazione

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In questi giorni a Mondragone scoppia una rivolta perché una parte dei cittadini non viene considerata al pari di un’altra; molto più di un secolo fa, la stessa zona fu teatro di un’altra disputa, per un’altro tipo di parificazione,quella scolastica. Riporto un intervento di Giovanni Gentile, sull’argomento. «Ravviviamo la nostra scuola; ed essa, naturalmente, poichè avrà un valore reale più alto della confessionale, vincerà la confessionale. Ma finchè la nostra scuola non educherà, gli stessi massoni continueranno a mandare i loro figli a Mondragone! Ogni violenza dello stato contro le scuole private, riguardo alla laicità, sarebbe vana da un canto; e dall’altro renderebbe impossibile quell’avviamento risolutamente ed energicamente laico da noi desiderato, della scuola pubblica». Gentile si sta rifacendo ad una vicenda accaduta nel 1898, quando il collegio dei gesuiti di Mondragone, in Puglia, chiese al ministro della Pubblica Istruzione del tempo, Guido Baccelli, la parificazione della licenza liceale emessa dal proprio istituto. Lì per lì, il ministro acconsenti a questa parificazione, ma sembra, come riportato dalla stampa del periodo, soprattutto quella romana, come La Tribuna, che i massoni, anticlericali, cominciarono ad esercitare una serie di pressioni sul ministro, affinché questi tornasse indietro sui propri passi. E così accadde; e Baccelli non decretò più la parificazione del collegio dei gesuiti di Mondragone. Qui, Gentile, col paradosso (i massoni che mandano i figli a scuola dai preti), evoca lo spettro che se la scuola da lui auspicata non farà il suo avvento, a desertificarsi non saranno le scuole confessionali, ma le scuole pubbliche. Ovvero, se la scuola pubblica non darà quell’in più cui è destinata ad essere, la scelta ricadrebbe verso la scuola confessionale, in quanto, comunque, portatrice di valori spirituali, ma pur sempre più meritevole di una scuola senza nessun valore da promuovere (atea e senza nessuno spirito). Tanto che, è il paradosso, gli stessi massoni alla fine deciderebbero di mandare i propri figli dai gesuiti.

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