Georgia. A Parigi si discute per l’invio di una missione Ue

Banner Occidentale
Dona oggi

Fai una donazione!

Gli articoli dell’Occidentale sono liberi perché vogliamo che li leggano tante persone. Ma scriverli, verificarli e pubblicarli ha un costo. Se hai a cuore un’informazione approfondita e accurata puoi darci una mano facendo una libera donazione da sostenitore online. Più saranno le donazioni verso l’Occidentale, più reportage e commenti potremo pubblicare.

Georgia. A Parigi si discute per l’invio di una missione Ue

18 Agosto 2008

La presidenza francese dell’Unione europea ha organizzato oggi a Parigi una riunione per discutere dell’invio di una missione Ue in Georgia, a seguito dell’accordo preso dai 27 per l’invio di osservatori incaricati di sorvegliare l’applicazione del piano di pace.

"Il Segretariato generale del Consiglio e la Commissione europea lavorano con la presidenza francese su alcune proposte per un coinvolgimento concreto dell’Unione, in vista di una soluzione pacifica e durevole del conflitto in Georgia", ha dichiarato alla stampa il portavoce aggiunto del ministero degli Esteri francese, Frederic Desagneaux. E ha aggiunto che "su domanda del ministro Bernard Kouchner, si terrà una riunione questo pomeriggio al Quai d’Orsay con i rappresentanti di queste due istituzioni, per esaminare le opzioni possibili".

A Vienna invece il consiglio permanente dell’Osce è riunito proprio in queste ore per decidere sull’invio di osservatori successivo all’accordo per il cessate il fuoco con la Russia.

I 56 Stati membri del consiglio permanente sono stati convocati dal ministro degli Esteri finlandese e presidente di turno dell’Osce, Alexander Stubb, per valutare l’invio di ”100 osservatori supplementari nella zona del conflitto”.

Il loro ruolo sarà quello di ”controllare che il cessate il fuoco sia rispettato così come è stato deciso”, ha spiegato Stubb precisando che otto osservatori sono già sul posto. Il segretario generale dell’Organizzazione, Marc Perrin de Brichambaut, che lo scorso weekend si è recato nella regione dove ha incontrato dei rifugiati, ha giudicato il dispiegamento degli osservatori necessario per avere ”un’immagine chiara della situazione umanitaria e contribuire a stabilizzare la situazione in materia di sicurezza”.