Germania, Merkel-Steinbrueck si sfidano su economia. Ad averli certi problemi
03 Settembre 2013
di Redazione
Beata Germania. Nel dibattito elettorale di domenica sera, la cancelliera Merkel e lo sfidante Peer Steinbrueck hanno parlato anche di economica. Angela ha difeso la crescita, ha detto che "il tasso di occupazione è aumentato negli ultimi quattro anni" (è al 6,8 per cento, il più basso dopo la riunificazione), che "lavoreremo a un bilancio pubblico piu’ equilibrato per il prossimo anno fiscale e ridurremo il debito pubblico a partire dal 2015: lo dobbiamo ai nostri figli e ai nostri nipoti". Il socialista Steinbrueck si è opposto dicendo che lo sviluppo in Germania "non uguale per tutti", che quella tedesca è "la più grande area a basso salario d’Europa", che ci vogliono più tasse, e che "sette milioni di tedeschi guadagnano meno di 8 euro all’ora" con "un quarto della forza lavoro che si trova in una condizione precaria", accusando la cancelliera di "aver somministrato l’austerity ai Paesi in difficoltà senza averli aiutati a risolvere i loro problemi, a ridurre la disoccupazione giovanile e a disciplinare le banche". Steinbrueck avrà le sue sue ragioni e sono critiche che abbiamo già sentito sul conto della Merkel. Ma magari in altri Paesi europei i dati economici su cui controbattere e dibattere fossero questi.
