Giappone, esplosione in una centrale nucleare. E la terra continua a tremare

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Giappone, esplosione in una centrale nucleare. E la terra continua a tremare

12 Marzo 2011

Il Giappone è stato colpito ieri mattina da un terremoto di magnitudo 8,9, fra i dieci picchi più violenti degli ultimi 150 anni. Ad ora il numero delle vittime sarebbe salito a quota 1.200 morti,  ma è destinato purtroppo a crescere ulteriormente, come il numero dei dispersi. Oggi si è registrata un’esplosione che avrebbe provocato il crollo di una parte della gabbia di contenimento di un reattore nucleare a Fukushima, a nord di Tokyo, provocando feriti e paura nella popolazione per eventuali fughe radioattive.

Nella centrale nucleare di Onigawa è stato spento un incendio. In totale quattro centrali nucleari sono state chiuse sinora per prevenire eventuali incidenti.  Oltre 200 cadaveri sono stati rinvenuti sulla spiaggia di Sendai, nella prefettura di Miyagi, dopo il passaggio di un’onda di oltre 10 metri. Altri 200 corpi sono stati trovati in varie scuole di Iwanuma e Natori, sempre a Miyagi. Sono circa 1.200 le abitazioni toccate dallo tsunami in quest’area. Ma le autorità nipponiche si aspettano che il numero dei morti possa aumentare ancora. Intanto, lo tsunami ha raggiunto la costa statunitense in California, dove si registra la prima vittima.

La prima scossa, seguita poi da altre di assestamento, è stata registrata alle 14.46 locali (le 6.46 in Italia) e un’allerta tsunami è stato decretato in tutto il Pacifico tranne che per Stati Uniti e Canada continentali. Onde alte oltre i 10 metri hanno colpito l’isola giapponese di Honshu e altre, di almeno sette metri e mezzo, la prefettura di Fukushima.  

Le vittime sarebbero concentrate nella prefettura di Fukushima, dove quattro milioni di case sono rimaste senza elettricità e dove cinque persone sono morte nel crollo di una casa di riposo. I danni sono stati subito definiti “considerevoli” dal governo nipponico il quale ha assicurato comunque che non ci sono state fughe di radioattività da centrali atomiche.

Ancora diverse ore dopo il sisma, la telefonia fissa e mobile era pressoché al collasso nell’area di Tokyo, dove invece ha resistito Internet.

Sono invece ripresi i trasporti su rotaia nell’intera area di Tokyo. Le scosse di terremoto hanno colpito la capitale giapponese nel pieno della giornata lavorativa, quando la popolazione di circa 13 milioni di persone raddoppia con l’arrivo dei pendolari.

Evacuazioni delle zone costiere sono state ordinate fra l’altro alle isole Hawaii, alle Marianne, nel nord delle Filippine e nelle isole russe delle Curili meridionali, dove sono arrivate onde di "soli" tre metri. Proprio sulle isole da secoli oggetto di disputa tra Mosca e Tokyo, 11 mila i cittadini russi sono stati evacuati in seguito all’allarme tsunami, come riferisce l’agenzia Interfax.

Anche le autorità delle Filippine, delle Hawaii e delle isole Marianne hanno ordinato l’evacuazione delle zone costiere sul pacifico dopo l’allerta tsunami, invitando gli abitanti a raggiungere le zone interne. Il Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) ha affermato che ci sono onde più alte di alcune isole. In Indonesia – dove il maremoto del dicembre 2004 provocò almeno 130 mila morti – un allarme tsunami è stato emesso in diverse province.

Il ministro degli esteri giapponese, Takeaki Matsumoto, ha dato disposizioni alla struttura diplomatica di accettare gli aiuti internazionali e la Francia ha già risposto all’appello.

L’unità di crisi della Farnesina ha consigliato agli italiani che si trovano nel sud del Giappone di tenersi informati sull’evolversi della situazione attraverso i mass media locali ed internazionali o il proprio agente di viaggio. Dei 3000 italiani presenti in Giappone, secondo l’ambasciatore italiano a Tokyo, Vincenzo Petrone, 28 non sarebbero stati ancora raggiunti dei membri del presidio diplomatico italiano a Tokyo.

Il ministro degli esteri italiano, Franco Frattini, ha fatto diramare un comunicato stampa con il quale ha espresso tutta la vicinanza dell’Italia al popolo giapponese e alle famiglie delle vittime. Il titolare degli esteri ha inoltre ricordato che la rete diplomatica e consolare italiana nel paese nipponico è in allerta per il soccorso agli italiani in Giappone che fossero stati colpiti dalle conseguenze del terremoto e dello tsunami.

Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha contattato telefonicamente il primo ministro giapponese Naoto Kan per offrire aiuti dopo la tragedia del terremoto e dello tsunami. Obama ha sottolineato che ”gli USA sono pronti ad aiutare il popolo giapponese in questo momento di difficolta".

Nel frattempo trentacinque squadre della rete dell’Onu per le operazioni di ricerca e soccorso in caso di catastrofe sono pronte a intervenire se il governo giapponese ne farà richiesta, dopo il sisma che ha colpito l’intera costa orientale del Paese.

Lo ha affermato ieri a Ginevra la portavoce dell’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha) Elisabeth Byrs. Gli esperti dell’Onu a Ginevra sono in contatto costante con il Giappone ha aggiunto.

Nel frattempo tanto il ministro degli esteri tedeschi Guido Westerwelle da Berlino che il presidente russo Dimitri Medvedev dalla repubblica di Khakassia hanno offerto il loro sostegno in aiuti al governo di Tokyo.