Gimkana della Serracchiani sulle unioni civili

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Gimkana della Serracchiani sulle unioni civili

06 Gennaio 2016

Sulle unioni civili la vicepresidente del Pd, Debora Serracchiani, prova a tenere unito tutto e il contrario di tutto. Apre ai 5 Stelle, cerca di rassicurare gli alleati di Ncd, guarda ai sommovimenti interni dei cattolici Pd. "Il testo sulle unioni civili è aperto alla condivisione," dice Serracchiani in una intervista a Repubblica, "il fatto che quel testo in commissione abbia avuto il sostegno di Sel e 5 Stelle lo trovo normale". Normalissimo come le bordate che arrivano un giorno sì e l’altro pure sul Pd dai pentastellati. "Se su questo testo Sel e M5S ci stanno mi pare un fatto positivo per tutto il Paese", sottolinea comunque la vicepresidente piddina.

 

In linea con Renzi, Serracchiani spinge sull’acceleratore per chiudere sul voto, previsto a fine gennaio, del ddl Cirinnà. C’è un "vuoto legislativo", "non abbiamo più tempo da perdere". Il Pd ha fretta insomma. Serracchiani è convinta che "sul 99% del disegno di legge c’è la convergenza di tutto il gruppo parlamentare del Pd", ma ammette che la criticità è la "stepchild adoption", che lascia perplessi i cattolici democratici. Serracchiani difende "il lavoro che hanno fatto tra gli altri Monica Cirinnà e Micaela Campana", "attento e volto alla mediazione". Il Cirinnà h"a alle spalle un lavoro meticoloso", tanto accurato che però l’area cattolica ha già pronto un emendamento sull’affido rafforzato all’articolo sulla stepchild adoption. Soluzione di comodo, fuorviante, quella dell’affido, visto che dietro una disposizione transitoria si vorrebbe mascherare comunque una condizione come le adozioni.

 

Serracchiani, che invece sulla stepchild non ha alcun dubbio, ricorda che "il 18 gennaio c’è in programma una direzione del partito dove si discuterà di elezioni amministrative, e può darsi che in quella riunione ci sarà spazio anche per le unioni civili". Può darsi. L’incognita di una legge votata con 5 Stelle e la sinistra resta un bel macigno da oltrepassare per i dirigenti Pd, visto che ricorrendo alle maggioranze variabili si tagliano fuori i centristi della maggioranza, gli alleati di Ncd al governo con Renzi. "Continueremo a discuterne anche con l’Ncd," assicura Serracchiani. Il Pd, almeno a parole, non vuole "scaricare nessuno". Con Alfano  "abbiamo ben governato fin qui, superando ostacoli complicati come la riforma costituzionale, la ‘Buona scuola’ e il Jobs Act. Questo è un passaggio importante. Confido che ci sarà il sostegno dell’Ncd". Ma se non sarà così, prevede Serracchiani "non cadrà il governo". Proprio un bel modo di dialogare con gli alleati.