Giovanardi-Malan, governo complice di chi inneggia pedofilia
03 Dicembre 2015
di Redazione
"Vergogna, vergogna, vergogna", scandita più volte è stata la reazione dei senatori Carlo Giovanardi e Lucio Malan in replica alla riposta fornita in Aula al Senato dal sottosegretario all’interno, Gianpiero Bocci (Pd), sulla "collaborazione in essere tra il circolo Mario Mieli di Roma e la Presidenza del consiglio, tramite l’UNAR, per l’elaborazione delle politiche antidiscriminatorie delle persone LGBT nella società e nelle scuole di ogni ordine e grado". Davanti all’esposizione delle teorie di Mario Mieli, si legge in una nota diffusa dai due senatori, "che prima del suicidio inneggiava, in quello che è sostanzialmente l’unico suo libro, alla pedofilia, alla pederastia, alla necessità che i padri si congiungano carnalmente con i figli e le madri con le figlie, insieme alla condanna dell’eterosessualità come cosa aberrante, il sottosegretario catapultato senza colpe in Aula, ha letto un surreale documento burocratico nel quale in sostanza ha difeso l’UNAR e il circolo Mario Mieli, il quale a sua volta nel proprio sito avalla la tesi del Mieli secondo la quale sarebbe tragicamente ridicola la maggioranza delle persone nelle loro divise di maschio e femmina". Giovanardi e Malan hanno rilevato che così il governo "si rende vergognosamente complice di chi inneggia alla pedofilia e alla pederastia, gli stessi che dovrebbero educare gli studenti di tutte le età, i docenti e persino i genitori, confermando la collaborazione con il circolo Mario Mieli, senza neppure aderire all’invito a chiedere che come minimo cambi nome. Per quanto non risultino, secondo il sottosegretario, comportamenti illeciti da parte degli esponenti del circolo, lo stesso nome è una provocazione, come lo sarebbe – hanno sottolineato gli interpellanti – la collaborazione del governo con un circolo intitolato a Adolf Hitler per combattere contro le discriminazioni razziali e religiose".
