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Giovedì Santoro manda in onda la sua crociata

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Una settimana ricca di tensione. E’ quella che sta per aprirsi al settimo piano di viale Mazzini. E le previsioni dicono che saranno giorni di burrasca. In attesa di riprendere la battaglia sulla revoca del consigliere Petroni al centro dello scontro ci sarà il discusso video della Bbc, Sex crimes in the Vatican. Un reportage che racconterebbe delle violenze subite da bambini da parte di preti pedofili e che dovrebbe andare in onda nella puntata di giovedì di “Anno Zero”.

Atti di pedofilia che coinvolgerebbero ecclesiastici americani, irlandesi, brasiliani e britannici. Alla regia di questo reportage, che alla Rai è costato 25mila euro, Colm O’ Gorman, anch’egli vittima di un prete, che in trentanove minuti mette sotto processo la Chiesa romana allungando ombre inquietanti anche sull’attuale, allora cardinale, Papa Benedetto XVI che avrebbe svolto un’opera di  insabbiamento. Fino ad ora si è fatta accademia con il centrodestra all’attacco ed il centrosinistra diviso tra chi, vedi nascente partito democratico, cerca di invitare alla prudenza senza censure, e chi come l’ala radicale che si richiama alla libertà di espressione. Ma adesso si fa sul serio, visto che una decisione sulla messa in onda dovrà essere presa.

Il direttore generale Cappon è stato il primo ad aprire i giochi. Sua la decisione di acquistare il video e prendere contatti con Santoro perché venga realizzata una trasmissione rispettosa del pluralismo e lontana da parzialità. Una mossa che non è piaciuta al Consiglio d’Amministrazione che della partita vuole esserne attore protagonista, intestandosi la piena titolarità del controllo e della confezione della puntata. Da qui le parole esplicite del consigliere di Forza Italia, Giuliano Urbani, che ha chiesto che “prima della messa in onda Cappon riferisca al CdA” per garantire il pieno rispetto del contraddittorio e del pluralismo. Guerra di posizione in cui si è inserito subito lo stesso Michele Santoro che di un intervento nella sua trasmissione del CdA non ne vuole proprio sentire parlare. Per il conduttore ci sarebbe un problema di “autonomia dei giornalisti se i vertici Rai e la politica pretendono di valutare e decidere anche le scalette dei programmi d’informazione”. Benzina sul fuoco, che rischia di appiccare un incendio in vista del triplice appuntamento di questa settimana del CdA, che si riunirà da domani fino a giovedì.

E non sono esclusi colpi di scena da qui fino a fine settimana con la possibilità anche di un atto di sfiducia dei consiglieri della CdL, che nel CdA hanno la maggioranza, nei confronti di Cappon. Un’uscita di scena, quella del direttore generale, che peraltro è stata già annunciata pubblicamente dal consigliere udiccino Marco Staderini e che avrebbe trovato già il pieno appoggio degli altri consigliere del centrodestra. Due i capi d’imputazione: l’acquisto del video della Bbc e la questione bilancio che Urbani stesso ha considerato “impresentabile”.  Ragioni che giustificherebbero una rimozione dall’incarico dello stesso Cappon. Una vicenda questa che si intreccerebbe con quella di Angelo Maria Petroni e che rischierebbe di gettare la Rai nel caos più totale. Vigilanza permettendo visto che come sembra da Palazzo San Macuto potrebbero anche prendere la decisione di ricorrere alla Corte Costituzionale contro l’interpretazione della Gasparri fatta da Padoa Schioppa sulla vicenda Petroni. Intanto lo stesso consigliere ha già rotto gli indugi ricorrendo al Tar contro la decisione dello stesso ministro dell’Economia. Un’azione che sa tanto di tentativo per frenare la riunione del 4 e 5 giugno del CdA che dovrebbe portare all’uscita di scena del consigliere. Acque agitatissime, quindi, in Rai. Ma tornando a Santoro, l’attenzione è tutta rivolta a domani.

Al possibile scontro e all’affondo contro Cappon. Sarà questa, quindi, l’ultima settimana del direttore generale? E’ tutto da verificare, ma c’è anche chi pensa che alla fine tutto questo polverone alzato dal centrodestra sia solo schermaglia e che il vero obiettivo del CdA non sia tanto Cappon ma Santoro e la sua trasmissione di giovedì. Al settimo piano di viale Mazzini, infatti, si vuole assolutamente evitare di indispettire nuovamente il Vaticano con ennesime polemiche. La puntata sui Dico e le coppie gay con lo strascico di critiche è ancora vivo e nessuno nell’Azienda vuole ripeterlo. Per questo nulla è escluso. Addirittura c’è chi pensa ad un possibile e nuovo slittamento del video.

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3 COMMENTS

  1. Veramente il titolo è “Sex
    Veramente il titolo è “Sex crimes and the Vatican” e non “in the Vatican”, che è cosa diversa.
    Non escludo che possano peraltro esserci dei “sex crimes” anche “in the Vatican”, ma il video parla d’altro.

  2. Io sono assolutamente
    Io sono assolutamente d’accordo per mostrare i filmati della pedofilia, non si può negare ed occultare quello che nella vita succede anche se si tratta(soprattutto ) della nostra chiesa.
    Non si può in una famiglia predicare ai figli
    l’onestà, i valori e poi all’interno di di queste
    succedono cose terribili. Almeno la dignità di dire che anche lì ci sono pecore nere e che queste devono essere immediatamente allontanate dal ruolo che svolgono e non semplicemente trasferite, portando cosi’ ad altri i drammi di queste situazioni

  3. bravo, bravo santoro,
    bravo, bravo santoro, vergogna alla destra, che spalleggia la pedofilia. Ma come si può censurare un crimine del vaticano così grave? peccato che va in onda una sera solo, ci volevano 100 puntate e unmaxischermo a san pietro tutte le domeniche, altro che censura.

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