Giustizia. Castelli ad Alfano: “Sui carceri basta applicare le norme esistenti”

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Giustizia. Castelli ad Alfano: “Sui carceri basta applicare le norme esistenti”

09 Settembre 2008

Per affrontare il problema delle carceri basta applicare le norme gia’ esistenti, senza dover ricorrere a nuove misure come il braccialetto elettronico: e’ il consiglio "amichevole" che il leghista Roberto Castelli rivolge al ministro della Giustizia Angelino Alfano.

Il suggerimento amichevole che faccio ad Alfano e’ di spingere sulle norme che gia’ ci sono", afferma l’ex Guardasigilli intervenendo alla trasmissione ‘Viva voce’ (‘Radio24′). "Maroni ha gia’ risposto che di indulti, veri o mascherati, non se ne parla", afferma Castelli. "Gli arresti domiciliari gia’ sono previsti dalla legge. Non si capisce di cosa ci sia bisogno di nuovo. Anche la norma per il rimpatrio dei detenuti stranieri e’ gia’ prevista all’articolo 15 della legge Bossi-Fini del 2002". Secondo Castelli, attualmente sottosegretario alle Infrastrutture e ai trasporti, "queste norme sono state disapplicate dal Governo Prodi". All’interno dell’attuale compagine governativa, ad ogni modo, secondo l’esponente del Carroccio non c’e’ "nessun contrasto" sul tema delle carceri.

La "unica vera soluzione" per risolvere il problema del sovraffollamento delle carceri, secondo Castelli, e’ "costruire nuovi penitenziari". "Altrimenti si lasciano liberi i detenuti, cosa che la gente non vuole".

L’ex Guardasigilli ha peraltro contestato che la capienza massima delle prigioni italiane sia di 43 mila posti. "Il limite invalicabile e’ di 66 mila posti", ha detto, precisando che si tratta di un tetto "tollerabile, non ideale". La costruzione di nuovi penitenziari, peraltro, non implica una moltiplicazione delle assunzioni, secondo Castelli. "Abbiamo un agente ogni detenuto, la media europea e’ di uno a tre, quella americana di uno a sette. C’e’ quindi la possibilita’ di costruire nuovi penitenziari con lo stesso numero di agenti, razionalizzando il loro impiego".