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Giustizia: Di Pietro attacca Mastella

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Mastella appare irremovibile sul testo del ddl di riforma dell’ordinamento giudiziario, da oggi in esame al Senato. Il ministero della Giustizia scrive infatti in una nota che esso "rappresenta l'unico punto di equilibrio possibile oggi in Parlamento". 

Ma altrettanto ferrea è la reazione di Antonio Di Pietro, che in una lettera a Clemente Mastella e a Romano Prodi suggerisce numerose proposte per  "salvaguardare l'indipendenza dei magistrati”.

Nello Formisano, capogruppo dell’Italia dei Valori al Senato, condiziona il voto del suo partito al riconoscimento di tali proposte: “Se saranno accolte voteremo il Ddl".  

Nella nota del ministero della Giustizia si precisa che "la riforma dell'ordinamento giudiziario, così come elaborata dal governo,  è stata frutto di un percorso durante il quale anche la magistratura ha avuto più volte occasione di esprimere consensi, che ha pubblicamente manifestato".

"Il disegno di legge che oggi è all'attenzione dell'aula del Senato - si legge ancora nel comunicato - è stato elaborato all'interno di un comitato ristretto nominato dalla Commissione Giustizia e successivamente approvato dalla stessa Commissione con l'impegno di tutti i gruppi della maggioranza. L'impegno del governo a sostenere il proprio testo, anche in questa sede, risulta in modo certo e inequivocabile da tutti gli atti parlamentari".

"La protesta dei magistrati che campeggia oggi su numerosi quotidiani sembra, dunque,  volta a criticare, come appare anche da alcune interviste di loro autorevoli esponenti, non già l'azione del governo, e quindi il testo del ministro Mastella, ma il ddl così come elaborato e licenziato dalla Commissione Giustizia del Senato".

"Un testo che, comunque, tenendo conto dei numeri parlamentari molto precari anche per il venir meno da qualche tempo dell'apporto di un senatore eletto nelle liste del ministro delle Infrastrutture e delle libere volontà che si sono manifestate in Commissione, - si conclude nella nota - rappresenta l'unico punto di equilibrio possibile oggi in Parlamento".

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