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Giustizia. La Russa: “Processo breve ma solo per gli incensurati”

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Fini e Berlusconi troveranno un’intesa su una riforma della giustizia, dopo la bocciatura del lodo Alfano. Il ministro e coordinatore del Pdl, Ignazio La Russa, ne è convinto e spiega le ragioni del suo ottimismo in un'intervista al Corriere della Sera. “Noi - chiarisce subito La Russa - non siamo indifferenti agli effetti creati dalla bocciatura del lodo Alfano. Vorremmo che i processi si svolges­sero in tempi ragionevoli, come ci indica l'Europa, a prescindere dai termini di pre­scrizione che non vanno più toccati”.

“Un modo per circoscrivere gli effetti di questa riforma - aggiunge La Russa - è quello di limitare, almeno per ora, il processo breve a chi se lo merita: agli incensurati”. Il coordinatore del Pdl puntualizza che “oltre a mafia e terrorismo, dovremmo prevedere esclusioni non solo pensando all’entità della pena ma anche rispetto all'al­larme sociale di certi reati. Penso, per esem­pio, agli incidenti nei cantieri”. Quel che “è certo che le esclusioni ci saranno”.

La Russa spiega infine di non essere contrario a una norma transitoria da applicare ai processi in corso, osservando che “non sarebbe un'eccezione. È normale che prevalga il principio favor rei”. La soluzione praticabile appare quindi quella del processo breve e non il taglio della prescrizione. “Quella dei tempi brevi - conclude il coordinatore pidiellino - è una norma di civiltà giuridica. Non è che non si può fare perché di mezzo c'è Berlusconi”.

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