Home News Gli avvocati condannano il pacchetto sicurezza senza attenuanti

Gli avvocati condannano il pacchetto sicurezza senza attenuanti

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“La politica non deve cedere alla piazza e alle fomentazioni della stessa. La politica, nobilmente, deve poter garantire governabilità anche quando l'insicurezza cresce e deve essere in grado di disinnescare le suggestioni spesso interessate che provengono dall'esterno''. Appena pochi giorni fa, da Treviso, queste parole del presidente dell’Unione delle camere penali italiane, Oreste Dominioni, hanno dato la linea a tutti i penalisti italiani a proposito del famigerato pacchetto sicurezza. Nel merito, “L’occidentale”, ha poi potuto farsi spiegare in maniera articolata, punto per punto, dal segretario dello stesso organismo presieduto da Dominioni, cioè dall’avvocato Renato Borzone, quali sono le critiche mosse al provvedimento in questione.

“Cominciamo da sei punti fermi di metodo - dice Borzone - entro i quali le leggi andrebbero fatte, soprassedendo all’emotività del momento e facendo la tara alle notizie gonfiate dai giornali o alle trasmissioni televisive che hanno sempre per ospite d’onore il magistrato in lotta contro qualcosa di turno”.

Eccoli, così come sono stati approvati proprio a Treviso nel recente convegno sulla giustizia gestito dall’Ucpi.

Punto primo. “Uno Stato forte salvaguarda la sicurezza dei cittadini senza necessità di violare le proprie regole e la Costituzione.”

Punto secondo. “Il processo penale non è uno strumento di lotta alla criminalità.”

Punto terzo. “I fenomeni delinquenziali si combattono con una presenza forte ed efficace delle istituzioni, degli organi di polizia investigativa e di prevenzione, con l

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