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Gli imprenditori italiani sbarcano in Russia e la conquistano

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L’Italia imprenditoriale sbarca in Russia e la conquista. La missione del Ministero per lo Sviluppo Economico è iniziata in ritardo per via del sisma che ha colpito L’Aquila, ma ha portato subito ad importanti accordi. Uno dei principali è quello fra Eni e Gazprom, che ha visto entrare nelle casse del cane a sei zampe 4,2 miliardi di euro.

Oltre 500 imprese, uno stuolo di imprenditori, banche e società, hanno portato nelle terre dell’ex Unione Sovietica tutto il know-how italiano al fine di migliorare i rapporti fra i due paesi. Confidustria, Abi, Istituto per il Commercio Estero e Governo hanno inviato le proprie delegazioni commerciali. Alla presenza del premier russo Vladimir Putin, i maggiori esponenti del mondo industriale della nostra penisola hanno posto le basi per una serie di collaborazioni sempre più fitte, sotto il profilo energetico e siderurgico.

Lo stesso Putin, dopo aver presenziato alla firma fra Eni e Gazprom, ha incontrato Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria. Il premier ha elogiato l’essenza delle PMI italiane: "Bisogna dare più attenzione alle piccole e medie imprese. A noi interessa l’esperienza italiana, un sistema in grado di dare un impulso sostanziale anche alla nuova economia russa". Dall’altro canto, la Marcegaglia ha accolto le parole e rilanciato, augurandosi un "forte e rapido avvicinamento della Russia alla Ue e il suo ingresso nel Wto". Anche Claudio Scajola, Ministro per lo Sviluppo Economico, ricorda quanto siano importanti i rapporti fra Russia ed Italia: "Il nostro obiettivo è diventare il primo partner economico della Russia e dei suoi imprenditori che sanno di poter trovare negli imprenditori italiani validissimi interlocutori". Attualmente, infatti, l’Italia rappresenta il sesto paese per quote di capitali investiti dalla Russia, con oltre 40 imprese presenti sul territorio nazionale. Queste cifre, nelle intenzioni di Scajola, sono destinate ad aumentare dopo la missione imprenditoriale di questi giorni.

Missione che ha visto numerosi accordi. Il più importante, si diceva, è quello fra il colosso del gas naturale Gazprom e la società condotta da Paolo Scaroni, Eni. Nell’aprile 2007 Eni ha preso in gestione Gazprom Neft per riqualificarla e farla entrare al meglio nel mercato UE. L’accordo di due anni fa prevedeva un’opzione per la casa madre che poteva riscattare Neft, pagandone gli interessi. Ecco quindi i 4,2 miliardi di euro sborsati da Gazprom, insieme con la stipula di una serie di alleanze strategiche con Scaroni per la fornitura, lo stoccaggio e l’approvvigionamento di gas. Un mercato importante, come dimostrano i progetti italiani per la creazione di nuovi impianti di rigassificazione nella nostra penisola. Posticipata, invece, la firma per il contratto sul gasdotto South Stream  che, trattandosi di un accordo fra governi, ha bisogno di essere siglato con la presenza dei due premier.

Anche Finmeccanica, assorbita la notizia della mancata commessa con la Casa Bianca per la dotazione di elicotteri presidenziali, si consola con la Russia. Alenia Aeronautica ha acquisito il 25% più un’azione di Sukhoi Civil Aircraft, colei che si sta occupando del progetto del Superjet 100, il nuovo vettore aereo pronto a contrastare Boeing ed Airbus. Inoltre, Selex Sistemi Integrati hanno trovato un accordo con Scartel LLC e Russian Electronics Ojisco, società controllate da Russian Technologies, per implementare la presenza di mercato della sicurezza. Sul fronte ferroviario, Ansaldo Sts ha firmato una commessa per 7,5 milioni di euro con Miias per l’avvio della sperimentazione delle segnalazioni Itarus-Atc.

L’Italia conferma quindi gli ottimi rapporti con la Russia che, anche nelle parole del presidente Dimitri Medvedev, nonostante la tragedia in Abruzzo. "Vi devo ringraziare di essere nella Federazione russa e di aver siglato gli accordi previsti. In questo difficile periodo siete qui e aiutate i rapporti tra i nostri Paesi".

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