Gli italiani lasciano Kabul, da agosto tutti a Herat
07 Marzo 2008
Il generale Castagnetti, capo di Stato maggiore
dell’Esercito, ieri ha annunciato che nei prossimi mesi la presenza militare
italiana in Afghanistan verrà concentrata solo ad Herat. L’annuncio è venuto in
occasione della consegna del primo elicottero NH90. “Ad agosto saranno due anni
che il nostro paese, insieme a Francia e Turchia, comanda a rotazione il
Regional Command Central. Concluso questo periodo, abbiamo chiesto di non
essere più assegnati a tale ruolo. Di conseguenza, si libereranno delle forze
che pensiamo di destinare al comando occidentale a Herat”. A quel punto la
responsabilità della sicurezza della capitale potrebbe passare anche agli
stessi afgani. Lo ha confermato lo stesso Castagnetti: “Il comandante della
missione ISAF McNeil pensa che forse sia già arrivato il tempo di consegnare la
responsabilità di Kabul alle autorità afgane”. Il condizionale è ovviamente
d’obbligo perché il Comando Regionale della capitale, uno dei cinque comandi
regionali attraverso i quali si articola la presenza di ISAF nel paese,
potrebbe essere assegnato permanentemente alla Francia che da tempo ha
annunciato l’intenzione di rafforzare il proprio contingente in Afghanistan.
Per avere conferme, comunque, bisognerà attendere il summit dell’Alleanza
Atlantica di Bucarest, in programma dal 2 al 4 aprile. In quell’occasione verrà
formalizzato il trasferimento a ovest dell’Italia e il presidente francese
Nicolas Sarkozy comunicherà ufficialmente le sue decisioni. E’ possibile che il
rafforzamento del contingente francese sia vincolato proprio all’assegnazione
in via permanente a Parigi del comando della capitale.
Staremo a vedere quello che succederà. Certo è che le
ambizioni francesi, vere o presunte, si scontrano con la volontà del presidente
Karzai di dimostrare finalmente di essere in grado di esercitare la propria
autorità almeno sulla capitale. Finora anche a Kabul la sicurezza è stata per
la gran parte assicurata dai tre battaglioni che costituiscono la forza di
manovra dell’RCC (Regional Command Capital), ma già adesso per le polverose
strade della capitale si vedono sempre meno soldati NATO e sempre più
poliziotti e militari afgani. E’ il momento che questa presenza si trasformi in
assunzione di responsabilità a tutti gli effetti. Kabul, la cui area è
relativamente più tranquilla rispetto ad altre, sembra il punto di partenza più
logico per iniziare a far camminare con le proprie gambe l’Afghanistan e le sue
forze di sicurezza. Anche i vertici di ISAF ritengono ormai da mesi che vi
siano tutte le condizioni per mettere alla prova il 201° Corpo dell’Esercito
afgano. Una volta ceduta la responsabilità della capitale agli afgani, si
renderebbero disponibili nuove truppe da impiegare eventualmente nelle aree più
turbolente del paese. Il problema è che agosto potrebbe rivelarsi un orizzonte
temporale troppo prematuro. Almeno finora l’Esercito afgano non può certamente
essere considerato un esempio di efficienza. Certo, le cose vanno molto meglio
che con la Polizia, dove dilaga la corruzione e l’affidabilit%C3
