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Gli scienziati fanno muro contro gli anti-OGM

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Sono ancora pochi i ricercatori ed esperti del settore che contribuiscono a fare chiarezza sul fronte OGM. Molti ancora ne servirebbero per arginare la disinformazione dilagante ed il terrorismo mediatico fomentato dalle associazion anti- dell’ultim’ora. Ma nell’edizione del Sole 24Ore del 28 ottobre 2007 Norman Borlaug (premio Nobel per la Pace) ed altri fanno la loro parte.

Chi lavora nella ricerca in agricoltura si aspetta un grosso contributo dalle biotecnologie e, relativamente alla loro applicazione, i Governi sono chiamati a stabilire un percorso che consenta ed indirizzi prove ed uso di piante geneticamente modificate. Non leghiamo le mani alla scienza attraverso regolamentazioni troppo restrittive!(Norman Borlaug). Basta con la criminalizzazione delle multinazionali! Nelson Marmiroli sottolinea che le aziende private hanno il diritto legittimo ad utilizzare commercialmente i risultati delle loro ricerche ma ricorda anche che ci sono ampi margini per indirizzare queste tecnologie al campo della protezione dell’ambiente, del disinquinamento ed altri fini socialmente utili attraverso finanziamenti pubblici,se un coltivatore potesse utilizzare mais Bt avrebbe un aumento di produzione pari a 280€ per ettaro, una riduzione dei costi di gestione di 150€ (perché non dovrebbe usare pesticidi e macchine agricole costose per spargerli), produrrebbe un mais ottimo dal punto di vista della sicurezza alimentare, che probabilmente venderebbe ad un prezzo più alto dei 180€ in quanto adatto per il consumo di categorie più tutelate come bambini o donne in gravidanza…ma nonostante l’Unione Europea abbia autorizzato l’uso di questa varietà di mais in pieno campo e per l’alimentazione umana, in Italia ciò non è consentito. E le nostre aziende sono in crisi.

rafforzando, dove possibile, la partnership pubblico/privato per individuare percorsi di crescita e di rivalutazione delle risorse nazionali. Allo stesso modo, vanno assistite più da vicino le aziende nazionali che devono confrontarsi con dinamiche complesse in un processo continuo di adattamento alle economie mondiali. Potremmo essere parte attiva e non passiva di questi cambiamenti, potremmo avere uno spazio in un settore, quello agro-almentare in cui siamo stati leader, ma Roberto Defez con un’analisi fredda e lucida ci riporta alla realtà delle cose, che dovrebbe farci riflettere…nello scenario attuale,
 se un coltivatore potesse utilizzare mais Bt avrebbe un aumento di produzione pari a 280€ per ettaro, una riduzione dei costi di gestione di 150€ (perché non dovrebbe usare pesticidi e macchine agricole costose per spargerli), produrrebbe un mais ottimo dal punto di vista della sicurezza alimentare, che probabilmente venderebbe ad un prezzo più alto dei 180€ in quanto adatto per il consumo di categorie più tutelate come bambini o donne in gravidanza…ma nonostante l’Unione Europea abbia autorizzato l’uso di questa varietà di mais in pieno campo e per l’alimentazione umana, in Italia ciò non è consentito. E le nostre aziende sono in crisi.

 

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