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Gli scontri tra Pakistan e Afghanistan favoriscono i talebani

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Le schermaglie tra Afghanistan e Pakistan minacciano di dividere due alleati nella lotta contro i talebani. Stando al Times di Londra del 19 maggio, i governi di Kabul e Islamabad si preparano a “una piccola guerra”. Anche se questa notizia è stata poi smentita dal governo pakistano, i due paesi si trovano davvero in una situazione di conflitto intermittente.

La tensione è scoppiata il 13 maggio, quando le forze pakistane hanno cominciato a sparare su Toorgawe, una località afgana dall’alto valore strategico vicina alla frontiera. Sull’accaduto, le versioni dei due governi sono ampiamente divergenti. Secondo il ministero della Difesa afgano, le forze pakistane avrebbero oltrepassato la frontiera e ucciso due civili. D’altro canto, il governo di Islamabad nega di aver sconfinato e accusa gli afgani di aver iniziato le ostilità con attacchi agli avamposti militari pakistani nel nord-ovest del paese. Gli scontri sono poi ripresi a corrente alternata il 17 maggio, ma il giorno stesso il presidente Karzai ha espresso il desiderio di raggiungere al più presto un accordo per porre fine alle tensioni. Karzai ha inoltre ribadito il desiderio di organizzare una conferenza internazionale in agosto per discutere della guerra ai talebani anche con il Pakistan.

Tuttavia, è difficile che i due vicini possano trovare un accordo duraturo visto che il confine, la cosiddetta “Durand line”, è oggetto di contestazioni da quando è stato tracciata dagli inglesi nel 1893. La situazione è resa ancor più complicata dal fatto che il governo afgano accusa Islamabad di non fermare i talebani quando oltrepassano il confine. C’è anche il forte sospetto che alcuni elementi del servizio segreto pakistano, l’Inter Services Intelligence (Isi), stiano attivamente collaborando con i talebani, che già avevano sostenuto durante la guerra civile degli anni novanta.

Se “la piccola guerra” continua e s’intensifica, le operazioni della NATO in Afghanistan potrebbero pagarne le conseguenze. L’esercito afgano è composto solamente da 46,000 soldati e non può permettersi di allargare il conflitto con il Pakistan. La debolezza dell’apparato militare afgano è fonte di grande preoccupazione per l’Occidente, che di conseguenza non vedrebbe di buon occhio l’impiego contro il Pakistan di truppe che altrimenti Kabul potrebbe utilizzare nella guerra ai talebani. Se la tensione tra Afghanistan e Pakistan dovesse subire un’escalation, la NATO, Stati Uniti in testa, sarebbe obbligata ad intervenire per cercare una mediazione tra le parti. (b.b.)

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