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Oltre il virus

Gli Stati Uniti rispondono a Cina e Russia. In arrivo aiuti per l’Italia

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Nei giorni scorsi, numerosi sono stati i servizi televisivi che documentavano l’arrivo sul territorio italiano di aiuti provenienti dalla Cina, così come avevano rubato l’occhio i militari russi che avevano contribuito alla sanificazione di molte case di cura nel bergamasco, la zona più colpita dall’epidemia. Se a ciò aggiungiamo l’arrivo anche di medici provenienti da Cuba, la sensazione che l’asse geopolitico del nostro Paese stesse spostandosi dall’atlantismo verso l’alleanza sino – russa si stava facendo ogni giorno più forte e l’apparente immobilità degli Stati Uniti (unita ad una sempre più forte vicinanza del Movimento Cinque Stelle agli interessi cinesi) sembrava consolidare questo dato di fatto. Un paio di settimane fa Trump e il nostro Premier avevano avuto un colloquio telefonico nel quale era stato stabilito che gli USA avrebbero destinato all’Italia 100 milioni di dollari di aiuti sotto forma di materiale medico, accordo che aveva reso, secondo le parole di Donald Trump in conferenza stampa, molto contento Conte (Giuseppi was very, very happy; dichiarò).

Da quel giorno però, nulla si era mosso e più di qualcuno dall’Italia aveva fatto notare come in un momento così difficile una risposta da parte dell’America fosse assolutamente necessaria, nonostante questo rallentamento sia stato probabilmente dovuto all’esplosione dell’epidemia anche negli USA, cosa che avrebbe distolto l’attenzione di Trump verso gli avvenimenti esteri. Tuttavia, lo scorso 10 aprile è stato promulgato dalla Casa Bianca un memorandum diviso in 8 commi che regolerà la fornitura di aiuti dall’America all’Italia. Una risposta chiara e decisa – data nonostante il fatto che l’emergenza Covid non abbia raggiunto ancora il suo picco negli USA – che sta però a testimoniare come l’interesse verso il nostro Paese e la strategicità della nostra alleanza sia ancora molto, molto forte. Nel dettaglio, si può leggere nel comma numero 1 come l’Italia rappresenti uno dei più “stretti e antichi alleati” degli Stati Uniti e un aiuto vada fornito al nostro Paese non solo per cercare di mitigare l’impatto globale dell’epidemia, ma anche per rimarcare “la leadership degli Stati Uniti a dispetto delle campagne di disinformazione cinesi e russe”. Per quel che riguarda l’aspetto più tecnico, verranno facilitati i contatti tra il governo italiano e le aziende americane che producono il necessario materiale sanitario che potrà anche essere acquistato ad un prezzo di favore, così come eventuali eccedenze del suddetto materiale presenti negli States potranno essere smistate in Italia. Un ruolo non secondario verrà giocato dagli oltre trentamila – militari e dipendenti del dipartimento della Difesa – statunitensi presenti sul nostro territorio: questi avranno il compito di aiutare le autorità italiane in varie attività logistiche nelle quali potranno rendersi utili (creazione di ospedali da campo, trasporto di generi di prima necessità, fornitura di servizi di telemedicina agli ospedali). Infine viene previsto anche un aiuto per “il recupero dell’economia italiana”, con molte componenti del governo americano coinvolte per cercare di dare una mano al nostro tessuto industriale e produttivo.

Dunque, anche Washington c’è e ha deciso di battere un colpo perché, a differenza di quanti molti possano pensare, l’Italia è un Paese a cui gli Stati Uniti guardano (e guarderanno) sempre con grandissimo interesse.

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