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Proteste d'autunno

Gli studenti occupano le università ma qualcuno ha capito perché?

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Se uno straniero fosse arrivato ieri in Italia senza sapere nulla e avesse visto i telegiornali, con cronache di scontri e occupazioni degli Atenei in tutto il Paese, cosa avrebbe pensato?  Probabilmente che in Italia il ministro Maria Stella Gelmini sta rivoltando l’Università come un pedalino, che sta cambiando tutto con leggi draconiane che ne riscrivono le regole dalla base. Il malcapitato però sbaglierebbe di grosso, perché ad oggi la Gelmini non ha emesso nessun provvedimento che riguardi l’Università. Peraltro, nella politica di risparmi che riguarda tutti i comparti della spesa pubblica, il settore della ricerca e dell’Università, è uno di quelli che risente di meno del periodo di “vacche magre”.

E allora contro cosa stanno protestando gli studenti? Contro chi l’abbiamo capito, visto che la fantasia nei cartelli e negli slogan è in libero sfogo permanente, ma contro cosa purtroppo non è dato sapere. Anche perché se la protesta degli universitari fosse per i tagli all'università è a dir poco bizzarro che si manifesti con tanta violenza a tre mesi dall'approvazione della legge che li ha istituiti, datatata 6 agosto 2008.

Viene il sospetto che la maggior parte dei ragazzi che urlano e occupano, che partecipano a improbabili lezioni davanti a Montecitorio non sappiamo neanche di che stiamo parlando. Eppure ne avrebbero da lamentarsi, eccome. Potrebbero protestare con ottime ragioni e dati di fatto, per la scarsissima efficienza del sistema universitario, per la latitanza didattica di moltissimi docenti, per lo sperpero di risorse che molti Atenei continuano a perpetrare istituendo corsi inutili e seguiti da uno o due studenti, alla faccia di una situazione economica da fallimento. Dovrebbero insomma ribellarsi a quegli stessi Rettori che spesso, con una rara faccia di bronzo, si improvvisano capi popolo, per evitare furbescamente di esser messi, come dovrebbero, sul banco degli imputati. E invece contro chi si rivolgono? Contro il Ministro, come ormai d’abitudine da un trentennio a questa parte. Anche, e soprattutto, alimentati da un'opposizione che non manca di tenere alto il livello di ambiguità della protesta, mischiando tra loro cose che nella maggior parte dei casi non c'entrano nulla tra loro. Non è a caso che proprio ieri, nel pieno delle occupazioni degli studenti iniversitari, Veltroni abbia chiesto al governo di fare un passo indietro sul decreto Gelmini, un decreto che, neanche spulciato fino all'ultima riga affronta il tema della riforma universitaria. 

In autunno, più puntuali della vendemmia e delle castagne, arrivano le occupazioni. Il motivo non è importante, anzi come si è visto non conta nulla, può anche non esserci.  A pensarci meglio però la Gelmini una grave colpa ce l’ha: ha timidamente annunciato l’idea di voler trasformare le università in Fondazioni, come già succede in moltissimi Paesi occidentali, rendendo così le istituzioni autonome e responsabili anche a livello contabile. Ah ecco qual è il problema: ragazzi svegliatevi. State facendo il gioco di quegli irresponsabili dei vostri docenti che vogliono continuare a fare ciò che vogliono senza rispondere a nessuno. Chiedete ai vostri colleghi inglesi, americani o tedeschi come funzionano le cose da loro…        

 

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15 COMMENTS

  1. Ho appena postato il mio
    Ho appena postato il mio commento all’articolo ” Berlusconi difende la Gelmini…”, ma va benissimo per questo articolo! La pubblicazione dei commenti è un pò lenta..

  2. Un perchè collaterale
    Ricordandomi di circa quarant’anni fa, posso ad esempio pensare che sia partita la selezione dei futuri leader politici e più in generale della futura classe dirigente italiana.

  3. re: pensare?
    >Anche perché se la protesta degli universitari fosse per i tagli all’università è a dir poco bizzarro che si manifesti con tanta violenza a tre mesi dall’approvazione della legge che li ha istituiti, datatata 6 agosto 2008.

    6 agosto 2008, strano?
    che tristezza d’articolo

  4. Appuntamento come il comleanno
    Nessun professore, maestro e studente, sono riusciti a dare le motivazioni delle occupazioni delle università, ma soprattutto i motivi delle manifestazioni. Ritengo che la sinistra abbia creato un calendario per conto proprio, fissando per il mese di ottobre, manifestazioni del genere.Si sa che gli studenti preferiscono creare un clima caldo, probabilmente vogliono festeggiare il 40° anniversario del sessantotto. Forse allora c’erano delle ragioni, ma oggi?

  5. non è difficile da capire
    Non si cpaisce il perchè della protesta o non si vuole capire? Non è difficile, basta avere una intelligenza media. Gli studenti protestano perchè vogliono un’Università pubblica, non in mano ai privati, dove lo Stato investa delle risorse e non faccia dei tagli che la metteranno in condizione di non funzionare affatto, un’Università aperta effettivamente a tutti e non a pochi, un’Università che sia in grado di fare ricerca e non costringa i giovani ricercatori a fuggire all’estero. L’Università oggi non funziona? è inefficiente? La si faccia funzionare! Ma questo non significa tagliare i fondi, bloccare il turn over e regalarla ai privati!

  6. Protestiamo contro il dl 133
    Protestiamo contro il dl 133 che di fatto privatizza andando contro la stessa costituzione l’università pubblica italiana in quanto afferma “1. In attuazione dell’articolo 33 della Costituzione, nel rispetto delle leggi vigenti e dell’autonomia didattica, scientifica, organizzativa e finanziaria, le Università pubbliche possono deliberare la propria trasformazione in fondazioni di diritto privato” mentre la costituzione afferma “Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato” di fatto la legge considera le università pubbliche enti privati oltre che tutti i passaggi da istituzione pubblica a privata verranno pagati dallo stato svendendo l’università ai privati.

  7. La sinistra occupa la cultura come i Russi la Georgia.
    Qualcuno potrebbe aver erroneamente pensato che il comunismo è finito. Mai sbaglio fu più grande poiché esso si è soltanto camuffato, ha provvisoriamente mutato l’aspetto per passare inosservato.
    Morto il proletariato, adesso ha a he fare con la cosidetta classe media impiegatizia, quella del posto fisso e di una parte della piccola imprenditoria legata alla Federcommercio o altre associazioni nate per spaccare politicamente la classe produttiva del paese.
    La sinistra è movimento e partito di piazza principalmente perché è nella sua storia rivoluzionaria giacobina permanente nostante il cambio delle classi. Ciò gli da l’indubbio vantaggio di non avere la piazza contro quando è al governo e di aizzarla quando è all’opposizione.
    Questo è tipico ad esempio anche dei movimenti indipendentisti e terroristici che usano la doppia arma del terrore per muovere i governi nella direzione voluta. Lo ha fatto l’IRA, l’ETA, i movimenti palestinisi per tenere l’Europa in scacco.
    La sinistra utilizza il governo per finanziare movimenti, sindacati e cooperative rosse per essere appoggiato nella sua azione volta al mischiamento delle razze in Europa così come si fa con il vino quando si aggiunge molta acqua per cui alla fine non è più vino; e poiché quelle che arrivano sono masse diseredate, assicurarsi il controllo permanente del governo.
    Quel che accade nelle università , nei licei, nelle piazze non libera manifestazione ma movimento organizzato alla sobillazione permanente e a ciò sono azionati i movimenti di base, i no glabal, i sindacati, i professori di sinistra. Quando poi arrivano le telecamere delle Tv di sinistra (Rai3, La7 e altre locali) allora sono mostrate le facce di bravi ragazzi cosicchè chi segue il telegiornale da casa, sia indotto a pensare che il governo di Berlusconi sia cattivo.
    E’ la disinformazione nella quale la sinistra rivoluzionaria è maestra, come la storia insegna.
    L’università deve essere riformata perché oggi è un centro di potere che produce sprechi economici pagati dalla intera comunità nazionale; sono gli stessi rettori a dichiarare che oggi la situazione delle università è peggiore dal punto di vista economico dell’Alitalia.
    Nella scuola e nelle università ci vuole il tempo pieno, gli insegnanti devono lavorare otto ore come tutti coloro che lavorano in questo Paese.
    Basta con il privilegio dei tre mesi di ferie all’anno; rifondiamo le colonie estive, promuoviamo corsi di riparazione così che gli insegnanti abbiano un periodo di ferie annuale pari a quello di tutti gli altri lavoratori.
    L’errore che potrebbe fare Berlusconi sarebbe soltanto quello di rallentare la propria decisa azione verso il cambiamento. Se lo facesse avrebbe contro quelli che come me ci credono.
    La sinistra è sempre stata il cavallo di Troia all’interno della civiltà occidentale a favore dei suoi nemici. Ora che il loro ruolo è manifesto, ogni rallentamento li favorirebbe perché proderrebbe timori al cambiamento. E’ soltanto la virata decisa che crea nuove prospettive.
    I comunisti non meritano cittadinanza nella società libera poichè sono contro la libertà e a favore dell’omologazione e del mischiamento e perciò contro l’individuo!

  8. E allora ci salvi Dio,
    E allora ci salvi Dio, Vanni. Perché le generazioni precedenti avevavo delle idee o delle ideologie. Nel ’40 si scriveva la Costituzione, nel’50 c’era il boom economico e l’accesso al benessere, nel ’60 si rifiutava quello stesso benessere, nel ’70 tempo dei figli dei fiori e inizi delle modernissime tecnologie, nel ’80 se ne va il comunismo.. Ma dopo ? I genitori – e gli educatori in generale – rifiutano di fare la loro parte, la politica italiana è tutta incentrata su pro o contro S.B., senza idee, senza proposte, solo i “no” a priori. L’Italia è spaccata in due, nel senso verticale Destra/Sinistra, nel senso orizzontale Nord/Sud. Manca profondamente il senso di paese/stato/nazione, tutti attaccati al loro piccolo orto personale, governanti e governati ! Sì, i giovani di oggi sono per forza anagrafica i nostri dirigenti nel futuro, ma con quale preparazione ?

  9. risposta
    Il chiarimento è bene accetto. Resta un dubbio: perchè protestare a fine ottobre per una legge approvata il 6 agosto? Eravate tutti in vacanza? Non l’avete letta subito? Veltroni non si era ancora deciso sulla manifestazione del 25 ottobre?
    Eppoi quella legge 133 (legge finanziaria) si occupa di università solo in alcuni articoli e i tagli di cui si parla sono estesi a tutto il pubblico impiego. E in ogni caso siamo sicuri che non ci siano atenei, stipendi,privilegi, familismi che non meritino di essere tagliati.

  10. Fatemi capire perchè mi
    Fatemi capire perchè mi sfugge qualcosa.Al di là delle teorie, queste classi pensate per insegnare una lingua(l’italiano) da chi sarebbero composte? Da turchi, cinesi, rumeni e albanesi insieme, o avremmo una classe per ogni etnia linguistica (una classe di tutti turchi, una di tutti cinesi etc?) Perchè nel primo caso non vedo come si possa didatticamente far imparare una lingua a tre o quattro utenze diverse, ognuna con il suo proprio sistema sintattico e cognitivo, che non ha nulla a che fare con quello degli altri, allora sì che ogni bimbo si sentirebbe emarginato e solo.
    Il metodo di insegnamento necessitato da un turco non è lo stesso richiesto da un cinese, perche’ sono strutturati in modo differente, ci vuol tanto a capirlo?
    I bambini imparano la lingua stando insieme a chi la parla, come pensi che un cinese un albanese e un turco possano, stando insieme, imparare L’ITALIANO, che non viene parlato da nessuno?Allora, corsi intensivi di italiano?Ok, ma aggiuntivi, non sostitutivi, della normale lezione curricolare al mattino. Facciamoli il pomeriggio, o subito dopo scuola, due ore al giorno, ma in aggiunta, non in alternativa. Mmmh…forse costerebbe troppo?Chi invoca la didattica per difendere questa proposta non ha la minima idea pratico applicativa di cosa va dicendo.Nel mondo funziona che la lingua si impara nella mescolanza (parliamo di bambini di 5 o 6 anni), e la separazione, da sempre, induce a contrapposizione,antagonismo.E’ questo il futuro sereno che vogliamo per le nostre scuole?E ditemi, un doposcuola intensivo perchè no? non funzionerebbe?E perchè?E poi, di razzismo è vietato parlare, ma proviamo a schiodarci dall’ideologia e immaginare l’applicazione pratica nella realtà.I bambini come guarderanno alla “classi dei diversi”? e questi come si sentiranno guardati? Pensiamo che dopo i tre, quattro mesi di “ponte”, vivranno tanto meglio l’inserimento, o saranno vissuti con naturalezza? Perche’ non vorrei che il nocciolo della questione fosse un gioco di propaganda, per cui diamo a un certo elettorato un placebo appetitoso per “risolvere” un altro tipo di problema: levarci dalle scatole (e dal banco dei nostri figli) tutti questi immigrati, almeno nella fase in cui è più imbarazzante averli accanto: quando sono appena arrivati. Ricordiamoci però che parliamo di bambini.

  11. classi-ponte
    per Anonimo
    Le spiego io come dovrebbero funzionare le classi-ponte, perché mi sono preso la pena di andare a leggere la proposta e il dibattito sia alla Camera che al Senato.Prima di tutto la proposta riguarda i ragazzi sopra i sei anni – anche se non espressamente precisato – perché si sa che i piccoli imparano molto velocemente un’altra lingua, soprattutto stando in mezzo ad altri bambini (scuola dell’infanzia). Per un ragazzo di 9 o 12 o 15 anni, per esempio, la faccenda è più complicata. Prendiamo un dodicenne. Secondo lei oltre le normali lezioni dovrebbe tornare il pomeriggio per altri lezioni di italiano ? Il risultato sarebbe il seguente: 1. non capisce niente/poco/male delle lezioni normali. 2. a fine giornata sarà stanco morto e disgustato dall’aprire un libro. 3. Non impara niente e tutti gli altri imparano meno perché l’insegnante cerca di aiutarlo (e come ?) e il programma rallenta.
    La proposta di legge prevede: 1. insegnanti preparati per insegnare l’italiano come lingua straniera, come lei ha giustamente sottolineato non tutti possono insegnare l’italiano a questi ragazzi, c’è un approccio didattico diverso da rispettare. 2. Le classi-ponte durano un anno, con insegnamento da 18 a 24 ore/settimana della lingua italiana,educazione civica (i famosi doveri e diritti) e matematica. Questo insegnamento viene integrato con la partecipazione dell’alunno straniero a tutte le attività non prettamente didattiche, quelle dove non è necessario la conoscenza della lingua italiana: sport, musica, disegno, informatica, canto, mensa… insieme agli alunni della classe che dovrà poi raggiungere. Questo per cominciare l’integrazione sociale, il contatto con i futuri amici e il proprio quartiere.
    Non vedo dove e come questa proposta di legge sia discriminante, ghettizzante, razzista ecc.. Caso mai lo era l’atteggiamento nostro quando ci accontentavamo di iscrivere l’alunno straniero nella classe corrispondente alla sua età senza preoccuparci se aveva gli strumenti necessari per integrarsi !
    A proposito, io sono straniera e l’italiano non l’ho imparato conversando (e come? e con chi?) ma studiandolo e POI parlando con italiani.

  12. cara ernestina, dove vivi?
    le università più calde sono quelle in deficit, perché hanno promesso ordinari e associati per logiche baronali personale di cui non avevano neppure bisogno per il limiato numero di studenti? sei una studentessa o una docente? dovresti comunque sapere che l’università italiana non ha meno fondi di ricerca di altre, ma docenti e ricercatori asini, visto che Bologna è al 200° posto nella classica internazionale delle università.
    Gli studenti dovrebberi casomai chiedere una migliore qualità d’insegnamento. Se protestano ( e sono pochi) è per motivi politici o perché vogliono arruffianarsi con professori che non valgano nulla.
    Questa università è come l’Alitalia e farà la fine dell’Alitalia. Forza Gelmini, manda i commissari a rivedere i conti!

  13. Proteste universitarie…
    Anche se tutte le puttanate che molti stanno scrivendo contro questa protesta fossero vero gli studenti universitari avrebbero il sacrosanto diritto di supportare i propri successori ancora impegnati nell’istruzione media o elementare.
    ad ogni modo queste manifestazioni di protesta sono una chiara espressione del fatto che ci siamo ROTTI IL CAZZO DI TUTTO !!!

    un consiglio rivoluzionario: la POLIZIA sono solo dei poveracci come NOI !!! dobbiamo essergli amici e convincerli ad AIUTARCI nella LOTTA !!!

  14. Io mi chiederei il
    Io mi chiederei il contrario,perkè fare una riforma il 6 Agosto quando sono tutti in vacanza e non parlarne nei media,chiediti questo.
    Le persone non sono tutte burratini che aspettano che la tv gli dica cosa fare e cosa pensare…
    Poi mi fa veramente ridere chi mette dietro una ragione politica,ma l’avete capito che la sinistra è morta e il Veltroni non se lo caga più nessuno!!!L’università si è rotta il cazzo di subire tagli per coprire i buchi all’italia e per non farvi pagare ici,usata come propaganda..
    State certi che chi manifesta sa perchè lo fa,e non sono di certo rappresentativi quei tre che non lo sanno,gli unici che vi fa vedere la vostra tv e il vostro emilio fede..Berlusca e i suoi mass media v hanno fatto credere che gli sprechi e i fannulloni siano tutti nella scuola e nell’università,e voi come olli c avete creduto senza riflettere,svegliatevi cazzo,svegliatevi e ringraziate il cielo che ci sia qualkuno che lo ha già fatto!!!!

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