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Global warming: i temi che scottano della politica ambientalista

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Guido Possa, docente in controllo dei reattori nucleari al Politecnico di Milano ed autore di numerose pubblicazioni scientifiche sul nucleare, è riuscito a condensare, nel piccolo saggio “Il riscaldamento globale: le mutazioni climatiche e i pregiudizi ideologici” – pubblicato dalla Fondazione Magna Carta per la Collana de I Libretti Blu –   i vari aspetti legati al riscaldamento globale in atto sul nostro pianeta. Un saggio apprezzabile sia per i contenuti proposti e sia per la razionale e scientifica presentazione e messa a fuoco dei problemi. L’autore è riuscito ad analizzare l’attuale consistenza del riscaldamento globale, le possibili cause, la prevedibile evoluzione ed i rimedi, mantenendosi sempre dentro i paletti di una moderata, corretta e non ideologizzata informazione scientifica. In tutto il mondo sull’argomento si è scatenata una strumentalizzazione politica e mediatica. Da un lato gli ambientalisti fondamentalisti e dall’altro chi come loro cerca con l’arroganza di imporre il proprio punto di vista citando improbabili dati scientifici a sostegno delle proprie tesi (tipico esempio è in questo senso “L’ambientalista scettico” di Lomborg). Guido Possa non cade nell’errore. Presenta in modo estremamente chiaro ed apprezzabile le difficoltà intrinseche nella misurazione del riscaldamento globale, l’incidenza delle attività umane sul valore totale di emissioni di anidride carbonica nonché la valenza del Protocollo di Kyoto.

La tesi sottesa al Protocollo di Kyoto, cioè che sia in atto un processo di variazione del clima globale causato quasi esclusivamente dalle emissioni antropiche, è non dimostrata, essendo l’entità del contributo antropico una questione ancora oggetto di studio.

In ogni caso, anche ammettendo la validità dell’intera teoria dell’effetto serra antropogenico e gli obiettivi che esso si propone e si proporrà di raggiungere in un secondo momento (cd. Kyoto 2 in fase di negoziazione internazionale), il problema è dare risposte alle domande, offrire possibili soluzioni ai problemi.

Attraverso un approccio moderato ed attendo, Guido Possa non si lascia coinvolgere dal dibattito tra catastrofisti e negazionisti del riscaldamento globale ma, piuttosto, preferisce andare dritto al nocciolo del problema. A ragione o a torto, infatti, una parte considerevole della comunità mondiale ritiene che questa massiccia immissione di anidride carbonica stia sconvolgendo il clima terrestre.

Cosa fare? A questa domanda, l’autore risponde con il buon senso proprio del vero scienziato. La “ricetta” proposta è un mix perfetto di più fattori: dobbiamo adottare tecnologie e prassi di risparmio energetico, sostituire gli impianti in esercizio con impianti dotati della massima efficienza energetica, sviluppare le fonti energetiche rinnovabili (ben consapevoli però del loro limitato apporto e contributo sul totale del fabbisogno energetico di un paese e non cadendo nell’errore di promuovere tecnologie ad oggi troppo costose), ricorrere in modo più esteso all’energia nucleare (che è una tecnologia energetica ben consolidata, sicura, economicamente convenente, priva di emissioni di anidride carbona nell’atmosfera).

Il grande merito di questo saggio è quello parlare chiaro e di saper offrire allo studioso od al semplice curioso, tutti gli strumenti ed i dati scientifici necessari per poter sviluppare una propria idea in merito al riscaldamento globale. Ad un’attenta lettura del testo appaiono ancor più evidenti le contraddizioni insite in alcune posizioni politiche sull’argomento. Non si vede, infatti, come sia possibile da un lato sostenere con toni allarmistici il pericolo del riscaldamento globale dimostrando poi una totale riluttanza ad affrontare l’argomento nucleare sia pure a livello di ricerca scientifica.

In un panorama nel quale i mezzi d’informazione cercano di evitare gli argomenti troppo controversi a carattere tecnico non appena questi esulano dal campo della politica pura, ben vangano saggi come questo di Guido Possa. Al quotidiano italiano, infatti, piace sfondare porte aperte ma assai poco impelagarsi in polemiche a carattere tecnico, in cui a volte si deve anche ammettere di aver sbagliato. È importante in questo contesto smascherare gli interessi economici (oltre che politici) che si nascondono molto spesso dietro posizioni sedicenti ambientaliste. Per il nucleare, le timide recenti aperture possibiliste di alcuni esponenti politici hanno causato una levata di scudi, ma da qualche sondaggio è emerso, con stupore degli stessi media che l’avevano realizzato, che gli anti-nuclearisti non sarebbero più la maggioranza nel paese. Sarebbe bene insistere sull’argomento battendo il ferro finché è caldo, cercando di sviluppare una corretta e scientifica informazione pubblica, sperando che si possa aprire la via a una discussione più serena e razionale adesso che il nostro sistema energetico, “fossilizzato” in tutti i sensi, è confrontato con una drammatica ascesa dei costi che rischia di penalizzare il paese per anni a venire.

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2 COMMENTS

  1. Riscaldamento globale e scioglimento dei ghiacciai
    Gli ambientalisti sostenitori a spada tratta del riscaldamento globale causato dalle attività antropiche del mondo moderno, spesso, citano ed indicano con enfasi lo sciglimento dei ghiacciai alpini come la più evidente conferma delle loro tesi catastrofiste! Certo, nessuno può negare che ci si trovi in momento in cui si consuma energia fossile conservata nel sottosuolo in forme solide, liquide o gassose. Quindi si libera energia nell’ambiente! Ma a proposito dei ghiacciai sarebbe opportuno che i nostri “salva-mondo” si documentassero sul momento in cui i ghiacciai alpini hanno cominciato la loro “retromarcia”. Ebbene, non è difficile reperire documentazioni storiche sui punti più bassi, e le relative date, raggiunti dalle varie lingue di ghiaccio, dopodiché hanno iniziato ad indietreggiare. Sebbene non si possa parlare di un anno preciso si può datare nella seconda metà del XVIII secolo (1770-1790) l’inizio della ritirata!… Non mi sembra che in quel periodo vi fosse già un significativo consumo di risorse fossili! Quindi, per quale motivo iniziarono a ritirarsi i ghiacciai alpini? E’ un processo naturale in cui l’uomo è solo spettatore oppure si deve trovare, per forza, un colpevole da “bruciare sul rogo”? (tanto per parlare di riscaldamento……!!!)

  2. Oltre al “riscaldamento,c’è
    Oltre al “riscaldamento,c’è l’inquinamento,la dipendenza dal petrolio.Quindi ogni cosa che contrasti queste due situazioni è sacrosanta.Ma sul riscaldamento antropico il prof.Battaglia sta,da tempo,dicendo cose incontrovertibili.(come sulle fonti alternative).E,su di un altro piano,il prof.Israel ha richiamato l’attenzione sul vero valore dei modelli matematici.Questo per limitarsi a due voci italiane.

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