Golfo Persico, lo sport per far “ripulirsi” dai diritti violati

Dona oggi

Fai una donazione!

Gli articoli dell’Occidentale sono liberi perché vogliamo che li leggano tante persone. Ma scriverli, verificarli e pubblicarli ha un costo. Se hai a cuore un’informazione approfondita e accurata puoi darci una mano facendo una libera donazione da sostenitore online. Più saranno le donazioni verso l’Occidentale, più reportage e commenti potremo pubblicare.

Golfo Persico, lo sport per far “ripulirsi” dai diritti violati

Golfo Persico, lo sport per far “ripulirsi” dai diritti violati

16 Novembre 2022

Il Golfo Persico e lo sport. Un rapporto sempre più stretto. I magnati di Qatar, Emirati Arabi, Arabia Saudita, Bahrein hanno finora investito oltre cinque miliardi di dollari sugli eventi sportivi di livello mondiale. Sugli scudi ci sono i Mondiali qatarioti che partono tra tre giorni. Ma non c’è solo calcio, ma anche golf, wrestling, motori. L’interesse rientra nell’operazione che i critici chiamano sportwashing, ovvero la ripulita della reputazione pubblica attraverso i grandi eventi sportivi sulle accuse di violazione dei diritti di donne e della comunità Lgbt. 

Golfo Persico e calcio

Il punto di partenza per ripulire l’immagine dei paesi del Golfo Persico attraverso lo sport c’è stato nel 2010, con l’assegnazione dei Mondiali al Qatar. Un anno dopo il Qatari Sports Investment ha acquistato il Paris Saint Germain, investendo oltre un miliardo di dollari per i migliori calciatori. La stessa cifra, o forse anche di più, è stata messa sul piatto per il Manchester City dal City Football Group. E’ la holding degli emiri che possiede le quote di una dozzina di club, compreso il Palermo. Sempre sul calcio, il fondo sovrano saudita guidato dal celebre Mohammed Bin Salman ha puntato meno di un anno fa sul Newcastle (Premier League). Bin Salman è uno dei signori del petrolio del paese che produce ogni giorno circa il 10% del fabbisogno mondiale di greggio. 

Petrodollari tra golf e motori

Petrodollari a pioggia anche sul golf. Il LIV Golf è un ricchissimo circuito alternativo a quello mondiale (il Pga Tour) che raccoglie i golfisti più famosi. Solo Tiger Woods ha saputo rinunciare a un ingaggio a nove cifre. Poi, il marchio Saudi Aramco (compagnia nazionale di idrocarburi degli Emirati, un colosso mondiale del greggio) è presente sulla Aston Martin di F.1 (per 50 mln di euro annui). L’Arabia Saudita ha investito 500 milioni di dollari in dieci anni per aggiudicarsi la presenza in patria della WWE, la lega più famosa del wrestling americano. Sempre sul Golfo Persico sono stati organizzati diversi incontri di pugilato, tornei di tennis, scacchi, di ippica e pure di e-sports.