Golpe islamista in Libia, ma la NATO pensa alla Lettonia

LOCCIDENTALE_800x1600
LOCCIDENTALE_800x1600
Dona oggi

Fai una donazione!

Gli articoli dell’Occidentale sono liberi perché vogliamo che li leggano tante persone. Ma scriverli, verificarli e pubblicarli ha un costo. Se hai a cuore un’informazione approfondita e accurata puoi darci una mano facendo una libera donazione da sostenitore online. Più saranno le donazioni verso l’Occidentale, più reportage e commenti potremo pubblicare.

Golpe islamista in Libia, ma la NATO pensa alla Lettonia

15 Ottobre 2016

Golpe degli islamisti a Tripoli, in Libia, per rovesciare il governo di Accordo Nazionale (GNA) di Faez al Sarraj sostenuto dalle Nazioni Unite. Nella notte le milizie islamiste che fanno capo all’ex premier Khalifa al-Ghwell nominato dal Congresso Nazionale (Parlamento islamisti) hanno occupato la sede del Consiglio Presidenziale del GNA, alcuni ministeri, edifici amministrativi e una televisione, stabilendo il loro quartier generale all’Hotel Rixos. Con un comunicato diffuso nella notte, il governo di unità nazionale Gna ha ordinato l’arresto dei golpisti, compreso Al-Ghewll, che era stato deposto dall’arrivo di Al-Sarraj a Tripoli lo scorso marzo. 

Il premier Fayez al-Serraj, ha affermato di voler arrestare “quei politici che tentano di creare istituzioni parallele e destabilizzare la capitale”. Il governo ha poi condannato “i tentativi di sabotaggio dell’accordo politico” sponsorizzato dalle Nazioni Unite, che ha portato alla sua formazione e ha denunciato come illecita l’occupazione della sede del Consiglio di Stato da parte di un “gruppo armato”. Ieri sera l’islamista Gwell, che ha guidato un esecutivo appoggiato dai partiti vicini ai Fratelli musulmani, è soggetto a sanzioni internazionali e non ha mai riconosciuto formalmente il Governo di concordia, ha proclamato lo stato d’emergenza e ha definito la sua mossa come “un’iniziativa storica per salvare la Libia”.

Ha poi chiesto ad Abdullah al-Thinni, che guida il governo libico di al-Baida, legato al Parlamento di Tobruk, che a sua volta non riconosce il governo di Serraj, di aderire alla sua iniziativa e formare insieme a lui un governo di unità nazionale. Per ora non è arrivata alcuna risposta da al-Thinni, anche se nei giorni scorsi l’idea di un governo di unità con Gwell era stata avanzata anche ad al-Baida. Il “Libya Observer” scrive che Gwell ha probabilmente dalla sua parte il controverso Gran Mufti Sadek al-Ghariani, visto che la sua tv, “Tanasah” era la sola che partecipava alla sua conferenza stampa di ieri sera. 

Viene da chiedersi quale sia la strategia che sta seguendo la NATO: l’Alleanza dispiega le sue forze in Europa Orientale per il contenimento russo ma continua ad abbandonare nel caos Nord Africa e Medio Oriente.