Governo: ancora braccio ferro Fi-An, Pera piu’ vicino a giustizia

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Governo: ancora braccio ferro Fi-An, Pera piu’ vicino a giustizia

04 Maggio 2008

Un nodo non ancora sciolto, quello della Giustizia. Una partita ancora aperta, quella con Alleanza nazionale.

Il premier in pectore, che sta trascorrendo questo ponte festivo a Milano, è alle prese con le ultime limature per la definizione della squadra di governo.

Il Berlusconi quater nascerà ufficialmente la settimana prossima: le consultazioni al Quirinale cominceranno martedì pomeriggio e il giuramento, come annunciato dallo stesso Cavaliere, è previsto entro il 10 maggio. Domani dovrebbe comunque essere il giorno decisivo. In mattinata, forse a Milano, Berlusconi dovrebbe riunire i vertici di Forza Italia ed entro martedì rivedere anche gli alleati.

Il Cavaliere deve gestire in queste ore la grana scoppiata su Roberto Calderoli dopo le dichiarazioni minacciose fatte dal figlio di Gheddafi. Ma è ancora attorno al ministero di viale Arenula e a quello del Welfare che ruotano le caselle da mettere a posto. I ‘rumors’ danno in ascesa per il ruolo di Guardasigilli l’ex presidente del Senato Marcello Pera che giovedì ha incontrato il premier in pectore per circa un’ora a palazzo Grazioli. Ma in pista restano ancora i nomi di altri due esponenti azzurri: Elio Vito e Angelino Alfano. Il coordinatore regionale siciliano, a quanto si apprende, avrebbe dato la sua disponibilità a ricoprire quel ruolo se Berlusconi così dovesse decidere. L’ex numero uno di palazzo Madama sarebbe invece ‘sponsorizzato’ da Gianni Letta, ma i vertici del partito, viene spiegato, spingono perchè la scelta cada su uno degli altri due esponenti azzurri. Anche perchè entrambi fanno già parte del toto-ministri (Alfano alla Funzione Pubblica) e una loro ‘designazione’ a viale Arenula comporterebbe un semplice spostamento di caselle (per Vito l’alternativa sarebbe il ministero per i Rapporti con il Parlamento). Il pallino è nelle mani del Cavaliere che, per rispetto delle prerogative del Capo dello Stato e per evitare malumori più o meno espliciti, cercherà di tenere ‘riservata’ il più a lungo possibile la lista dei ministri.

D’altra parte Berlusconi deve ancora gestire e chiudere la partita con Alleanza Nazionale. Quel ministero del Welfare che sarebbe stato destinato a Gianni Alemanno se fosse stato sconfitto nella corsa al Campidoglio, sembra ormai saldamente assegnato al senatore di Forza Italia Maurizio Sacconi. An però non ci sta a vedersi ‘sfilare’ un ministero senza ‘compensazione’ e continua a chiedere che venga rispettato quello schema che nei patti gli assegnava tre ministeri senza portafoglio più uno senza. Fatte salve le poltrone del ministero della Difesa per Ignazio La Russa e quella delle Infrastrutture per Altero Matteoli, Alleanza nazionale reclama anche un altro ministero di spesa. Il nome in pista sarebbe quello dell’attuale portavoce Andrea Ronchi. Per lui, nelle ultime ore, si è vociferato anche di un ruolo da vice ministro agli Interni. “Ma quella – sottolinea un altro dirigente del partito di Gianfranco Fini – è una poltrona che magari ci spetterà comunque. Qui però si sta parlando di altro”. 032026 mag 08