Governo, Bertinotti: “Il progetto di Prodi è fallito”

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Governo, Bertinotti: “Il progetto di Prodi è fallito”

04 Dicembre 2007

Il progetto” incarnato dal Governo Prodi “è fallito”. Lo ha dichiara il presidente della Camera, Fausto Bertinotti.

“Il centrosinistra ha
deluso le aspettative e “la grande ambizione con la quale avevamo costruito
l’Unione non si è realizzata”. Bertinotti
boccia quindi senza a appello l’Esecutivo del Professore. In una lunga intervista a ‘la
Repubblica’, il ‘padre storico’ del Prc smette i panni istituzionali e colpisce
a palle incatenate la compagine di Romano Prodi. “Non ci deve essere nervosismo,
da parte di Prodi”, dice Bertinotti, invitando a uscire da “da questa prigione
mentale”. “Io non so quanto andrà avanti, può anche darsi che duri fino alla
fine della legislatura, e non ho nulla in contrario che questo accada. Ma per
favore, prendiamo atto di una realtà: in questi ultimi due mesi tutto è
cambiato”. Se Prodi è in crisi, è la presa d’atto del Presidente xella Camera è
perché “un governo nuovo, riformatore, capace di rappresentare una drastica
alternativa a Berlusconi, e di stabilire un rapporto profondo con la società e
con i movimenti, a partire dai grandi temi della disuguaglianza, del lavoro, dei
diritti delle persone: ecco, questo progetto non si è realizzato (…) ha creato
un forte disagio a sinistra. Poi si sono verificati fatti che lo hanno acuito.
Ne potrei citare centomila”. Tutto è cambiato con la nascita del Pd,
l’approssimarsi del Partito dei moderati di Berlusconi e l’imminente nascita
della Cosa Rossa, spiega Bertinotti, sottolineando che “io voglio riconoscere al
Pd il diritto a trovarsi gli alleati che vuole, ma voglio garantire a noi il
diritto di tornare all’opposizione (…) Intellettualmente io sono già
proiettato oltre l’Unione. Ma politicamente ancora no”. Quanto al futuro,
Bertinotti di avere “orrore a pronunciare il termine ‘verifica’. Ma è chiaro che
a gennaio serve un confronto vero”. “Io voglio sapere se su temi irrinunciabili
come salari e precarietà (…) ritiene giuste o meno le rivendicazioni. Insomma,
io voglio una bussola. Voglio decisioni che rimettano il centrosinistra in
sintonia con la parte più sofferente del Paese. Che altro devo dire? Ridateci
Donat Cattin…”. L’intervista di Repubblica si chiude con un’inaspettata
promozione per Silvio Berlusconi e la sua strategia. “prima o poi che un certo
centrosinistra decida se il Cavaliere è un protagonista della politica italiana,
oppure no (…) Penso che sia un animale politico, che muove da processi reali
di una parte della società, che incorpora l’antipolitica ma dentro una
soggettività politica, chiaramente di destra. E penso che Berlusconi – aggiunge
Bertinotti – abbia preso atto della crisi del sistema e della crisi del
centrodestra. Dunque, se rileggo le sue mosse, considero attendibile che anche
lui, stavolta, cerchi un accordo per rinnovare il quadro
politico-istituzionale”. “Come vedo Prodi, mi chiede? Con tutto il rispetto, di
lui mi viene da dire quello che Flaiano disse di Cardarelli: è il più grande
poeta morente”, conclude Bertinotti.

(Apcom)