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Riforma del fisco e della giustizia

Governo in settimana, il Pdl si misura con Letta

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La giornata dell'incarico al vicesegretario del Pd, Enrico Letta, innervosisce un pezzo del Pdl ma il Popolo della libertà in realtà mantiene la sua compatezza.

Se critiche oggi ci sono stati non riguardano tanto la trattativa per i nomi del futuro governo quanto il programma che seguirà, a cominciare dall'IMU, dall'aumento dell'Iva e dalla minaccia della Tares, insomma riforma del fisco ma anche riforma della giustizia. L'importante è che il centrodestra non finisca preda della nevrosi mediatica che trasforma magari una dichiarazione in un incendio. Governo politico forte con nomi autorevoli del partito, dunque, questa la linea del Cav., oppure si torna al voto avvantaggiati dai sondaggi.

"Sono molto preoccupato, la situazione certamente non è facile, ma sono un ottimista per natura”, dice Silvio Berlusconi. In una situazione come quella che sta vivendo il Paese, a livello elettorale, istituzionale, di governabilità, e con il fiato di Grillo sul collo, tutto spinge verso una politica trattativista con il Pd. Anche i Democrats guardano con timore a nuove elezioni, considerando le spaccature interne al partito, e sperando che Letta faccia da collante nel passaggio dal partito bersaniano a quello di Matteo Renzi.

Letta, che non sente di avere le spalle abbastanza forti ma dalla sua ha il puntello, fortissimo, di Napolitano, dovrebbe ottenere la fiducia e subito dopo fare i conti con i dati economici sciorinati nei giorni scorsi dalla Banca d'Italia. ''Il primo pomeriggio di lavoro mi conferma tutta la grande difficoltà, ma sono talmente tanti i messaggi e le spinte di incoraggiamento ricevute che ne traggo uno spirito molto rinfrancato", ha detto il premier in pectore.

Intanto il premier incaricato ha iniziato il suo giro di consultazioni tra i partiti, incassando la fiducia dei montiani. Il governo dovrebbe avere circa 18 ministri ed è già partito alla grande il totonomine. L'opposizione grillina dopo i ruggiti per "Ro-do-tà!" contiene l'insoddisfazione e continuerà a giocare la parte del soli contro tutti. Letta uomo di Bildenberg e della Trilaterale, "prono agli interessi internazionali". E Grillo: "Con questo governo il 25 aprile è morto". No anche da Fratelli d'Italia e da Vendola e e SeL, che passeranno all'opposizione.

 

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