Governo Prodi contro il Sismi
06 Luglio 2007
di Redazione
La
presidenza del Consiglio si schiera al fianco dei magistrati e contro i Servizi
di Sicurezza nell’inchiesta in corso sulla raccolta di dati personali
(come la corrispondenza informatica) di centinaia di magistrati all’epoca in cui Nicolò Pollari, oggi consulente di Palazzo Chigi, era alla guida del Sismi. In una nota,
Prodi ha espresso “totale fiducia nel lavoro dei giudici”.
La
presa di posizione del governo è successiva alla pronuncia del Consiglio
superiore della magistratura che ha indicato nei servizi e non in loro organi deviati
i responsabili dello spionaggio. La pronuncia del Csm è stata vista da più
parti come un attacco ingiusto nei confronti del Sismi o come un’ulteriore
prova del «corporativismo» delle toghe.
“In
relazione alla vicenda Sismi-Csm, il governo – si legge nella nota diffusa da
Romano Prodi – esprime come sempre la sua piena e totale fiducia nel lavoro dei
magistrati, auspicando che sia fatta rapidamente e in modo completo la
necessaria chiarezza su quanto denunciato e ipotizzato. È doveroso precisare
che l’indagine si riferisce a materiali raccolti in passato e acquisiti
dall’autorità giudiziaria nell’ufficio di via Nazionale che non è più operativo”.
E
da Palazzo Chigi, oltre al supporto alla magistratura, arriva anche una
messaggio di fiducia nell’attuale gestione del Sismi. «I nuovi vertici dei
servizi di intelligence – si legge infatti nella nota – sono fortemente
impegnati, con la piena collaborazione delle strutture, in un’attività intensa
e lineare a tutela delle istituzioni, dei cittadini e del Paese. Ogni eventuale
sopruso a danni di persone, categorie o associazioni non rientra ovviamente nella
corretta gestione di un compito tanto delicato e importante”.
Anche
il ministro della Giustizia Clemente Mastella, durante il question time di ieri
pomeriggio alla Camera, si è associato alla solidarietà espressa dal Professore
nei confronti dei magistrati “spiati”, finiti nell’archivio di Via Nazionale
del servizio segreto militare. «Solo la definitiva e completa conoscenza dei
reali accadimenti potrà eventualmente dare conto della necessità di specifici
interventi normativi», ha sostenuto Mastella. Il Guardasigilli ha sottolineato
pure che le «asserite condotte sono oggetto di accertamento da parte della
magistratura penale e, pertanto per definizione, risultano già, in astratto e
laddove effettivamente commesse, previste da adeguate fattispecie normative e
da esse sanzionate». Il caso è una vicenda di «estrema delicatezza – conclude
il ministro – che manifesta tensioni tra istituzioni di vitale importanza per
lo stato democratico, di cui la magistratura è uno degli elementi fondanti».
