Governo su blocca-processi: no alla sospensione, si al rinvio

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Governo su blocca-processi: no alla sospensione, si al rinvio

11 Luglio 2008

Il governo ha presentato in aula due emendamenti che riformulano la cosiddetta norma "blocca-processi" contenuta nel decreto sicurezza, il cui esame è iniziato stamattina alla Camera.

Con la riformulazione del governo spariscono "le due principali obiezioni mosse dall’opposizione. Quella sulla data e quella sulla sospensione, che sparisce dal provvedimento, dove invece di parla di rinvio – così sintetizza Giulia Bongiorno, presidente della commissione Giustizia -. Per quanto riguarda il primo punto, la sospensione, o meglio il rinvio, dei processi è applicato ai reati commessi non più fino al 2002 ma fino al 2 maggio 2006, data in cui venne approvato l’indulto”.

Per Italo Bocchino, capogruppo del Pdl alla Camera, ”adesso che la norma è stata modificata, l’opposizione non ha più scuse. Se Veltroni avrà il coraggio di staccarsi dai massimalisti di Di Pietro, potrà riprendere quel dialogo che anche D’Alema auspicava per riformare il Paese".

Il secondo punto, ”quello contestatissimo, della sospensione – spiega l’esponente di An – non c’è più: nell’emendamento si parla di "rinvio della trattazione di processi" che viene deciso esclusivamente dai "dirigenti degli uffici giudiziari", infatti "viene attribuita – spiega Bongiorno – ampia discrezionalità ai magistrati per stabilire, nell’ambito di alcuni criteri che vengono individuati, la trattazione dei processi prioritari o meno. Quindi non c’è più la sospensione automatica".

Bongiorno si augura che ci possa essere il sostegno del centrosinistra al provvedimento: "Così come è stata riformulata, questa norma non può essere in alcun modo ricondotta a Silvio Berlusconi. Spero che ora ci possa essere il sostegno dell’opposizione".

Dal Pdl Niccolò Ghedini rimarca: ”E’ una riformulazione dell’emendamento in cui rimane fermo il principio generale di dare priorità ai processi più gravi, ma si dà assoluta discrezionalità ai dirigenti degli uffici, quindi ogni singolo tribunale farà la propria valutazione su come gestire i ruoli d’udienza”.

Massimo Donadi, capogruppo dell’Idv alla Camera, commenta duramente: "Adesso c’è la prova che il presidente del Consiglio era pronto a mandare all’aria 100mila processi per salvarsi. Ha ottenuto dal Parlamento sequestrato il riscatto, che non è il lodo Alfano ma la porcata Alfano, e adesso lascerà libera la giustizia perché si è messo in salvo”.

Mentre Donatella Ferranti, capogruppo del Pd in commissione Giustizia, parla di "strane coincidenze e singolari sincronie temporali. Stamattina la maggioranza ha presentato due emendamenti al decreto sicurezza per eliminare il blocco dei processi per i reati con pene inferiori a 10 anni compiendo un clamoroso passo indietro".