Governo trema e Pd si divide tra Renzi e Letta
24 Agosto 2013
di Redazione
Letta non molla, Renzi strappa l’endorsement di D’Alema, il Pd guarda al vertice di Arcore e si mobilita. Il premier punta a tenere in piedi il governo ma sa che deve giocare anche una partita interna se l’esecutivo alla fine cadesse. D’Alema immagina Renzi leader e Cuperlo alla segreteria, giudicando Letta "un leader di transizione". I bersaniani, per voce del responsabile del partito, Zoggia, danno manforte a Letta e chiudono la porta alle primarie, suscitando le reprimenda del renziano Nardella, che bolla questa visione come "autoritaria". In realtà, dalle discussioni sul Congresso si sta passando sempre più rapidamente a quelle sulla leadership; se si andasse al voto, il Congresso sarebbe messo in stand-by e il Pd avrebbe bisogno di un candidato (Epifani resterebbe segretario fino alle urne). Lo scontro sta per accendersi, dunque. Letta fino adesso ha dato prova di poter e saper governare, legittimandosi anche a livello internazionale. Anche Renzi si è mosso per tempo fuori dall’Italia per giocare i suoi assi, e continua a godere di un consenso popolare probabilmente maggiore del premier, grazie alla sua esposizione mediatica e alla curiosità di giornali e tv. Ma fino adesso si tratta appunto di un consenso mediatico.
