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Gran Bretagna: “Corte europea dei diritti dell’uomo lega le mani al Parlamento”

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Nei giorni scorsi il segretario di Stato per gli Affari Interni della Gran Bretagna, Theresa May, parlando della campagna referendaria per "Brexit" del prossimo 23 giugno e del tema immigrazione, ha detto che la Corte europea per i diritti dell'uomo "lega le mani al Parlamento" inglese ed è incapace "di aggiungere nulla alla prosperità del Paese". La Corte, secondo la May, "rende solo tutti meno sicuri nel momento in cui vieta la deportazione dei cittadini stranieri pericolosi". E ancora:"Indipendentemente dal referendum Ue, il mio punto di vista è il seguente: Se intendiamo riformare le leggi sui diritti umani in questo Paese, non è l'Unione che dobbiamo abbandonare, ma la Corte europea per i diritti dell'uomo e le sue competenze".

May ha citato a conferma della sua tesi i casi di Abu Hamza e Abu Qatada, che sono stati al centro di prolungate battaglie legali nel Regno Unito, e di una sentenza controversa sul voto per i prigionieri. Il segretario di stato ha poi
rispedito al mittente chi definiva quei casi lesivi dei diritti umani. "Questa è la Gran Bretagna," ha spiegato la May, "siamo in grado di proteggere i diritti umani da soli, in un modo che non si metta in pericolo la sicurezza nazionale o di tenere il Parlamento con le mani legate."

Il segretario di Stato Ha poi voluto mettere l'accento sulla possibilità che l''Europa si allarghi a comprendere Paesi come l'Albania, la Serbia e la Turchia, o altri "Paesi poveri e con seri problemi con la criminalità organizzata, la corruzione, e talvolta anche il terrorismo. Dobbiamo chiederci, è davvero giusto che l'UE debba solo continuare a ad espandersi, conferendo a tutti i nuovi Stati membri i diritti di appartenenza?"

Ian Duncan, membro della Camera dei Comuni per il Partito conservatore, ha aggiunto che: "l'ingresso di questi paesi non farà altro che aumentare la pressione sul nostro Sistema Nazionale sanitario, le scuole e il settore
immobiliare. Aumenterà in maniera esponenziale il rischio di criminalità e il terrorismo". Cosa farà adesso Cameron? Accetterà il veto del suo segretario di stato sull'allargamento Ue, la richiesta di non accogliere in Gran Bretagna chi ha "seri problemi con la criminalità organizzata, la corruzione, e talvolta anche il terrorismo"? Sul tavolo per a Gran Bretagna resta la questione di dare a milioni di milioni di persone il diritto di entrare nel Regno Unito sfruttando il servizio sanitario nazionale del Paese.

Va sottolineato il fatto che mentre Paesi come l'Italia hanno alzato i toni dello scontro diplomatico con l'Egitto, come nel recente caso dell'omicidio Regeni, il governo di Londra, Paese da dove sono arrivati tutta una serie di
appelli e mobilitazioni contro il governo Al Sisi, arriva a mettere in discussione scopo e natura della Corte europea dei diritti dell'uomo.

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