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Grandi eventi. Vaticano: “Errori possibili nella gestione del patrimonio”

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La valorizzazione del patrimonio finanziario e immobiliare di Propaganda Fide del Vaticano – coinvolta nell'inchiesta sugli appalti per i Grandi eventi – è un "compito impegnativo e complesso" che "può essere esposto anche ad errori di valutazione e alle fluttuazioni del mercato internazionale".

A dirlo oggi è stata la Santa Sede, che in una nota ha ricordato "alcuni dati oggettivi a tutela della buona fama" della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli (ex Propaganda Fide), attualmente al centro di polemiche dopo l'iscrizione nel registro degli indagati da parte dei magistrati di Perugia dell'arcivescovo di Napoli Crescenzio Sepe, accusato di corruzione per il periodo in cui era a capo della congregazione. Sepe ha negato ogni addebito, sostenendo di aver sempre agito nella massima trasparenza.

"Per assolvere al proprio compito – si legge nella nota del Vaticano – la Congregazione dirige e mantiene in Roma una vasta serie di strutture a servizio della formazione, tra cui spiccano la Pontificia Università Urbaniana (circa 1.400 alunni nel corrente anno accademico) e diversi Collegi, nei quali studiano attualmente circa 150 seminaristi, 360 sacerdoti, 150 tra religiose e laici inviati dai cinque continenti". Il comunicato aggiunge inoltre che la congregazione elargisce ogni anno alle Chiese sotto la sua giurisdizione un sussidio finanziario ordinario.

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