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Grazie al golf anche il Sud andrebbe in buca

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Un'idea per il Sud: più campi da golf. La grande attrazione per turisti di fascia alta, in prevalenza stranieri. Un target ricercatissimo ma neanche (troppo) esclusivo. Clienti fidelizzabili, ai quali sottoporre un'offerta flessibile e di qualità,  con servizi all'altezza. Allestendo percorsi e strutture collegate tra loro, come in un Circolo di circoli. Promuovendo occasioni di “ben vivere” anche lontano dal green. La scommessa puntata sul Mezzogiorno d'Italia tiene conto delle due variabili più considerate, dai giocatori in vacanza: ambiente naturale d'interesse e clima favorevole, beneficiato da autunni e inverni temperati. Ritorno sugli investimenti garantito, anche nel breve-medio periodo. Basterà imitare i modelli Portogallo, Spagna, Francia, Grecia. E anche le nostre Sicilia, Puglia, Campania, Basilicata, Calabria andranno in buca al primo colpo d'offerta-turistica-che-ha-fatto-sistema, come già tante regioni europee (Algarve, Costa del Sol, Provenza, Calcidica). Come già le Hammamet, le Marrakech, le Sharm el-Sheikh del vicino Nord Africa.

Di un'idea per il Sud, di più campi da golf, si parla da anni. Nel frattempo, dal 2000 al 2005, questo promettente comparto turistico ha poi fatto boom!, gonfiando un volume d'affari anche superiore alle aspettative (di per sé ottimistiche) degli addetti al settore nell'area mediterranea. Sono circolati più turisti; sono aumentati gli stessi giocatori locali; l'offerta si è diversificata e puntualmente integrata - di distretto in distretto - con altri tipi di vacanza: resort, soggiorno balneare, commercio ed eventi. Sull'erba dei club a Occidente soffia ora impetuoso il vento dell'Est, una corrente del golf che annuncia il cambio di stagione. Per un verso, fanno rotta verso gli scali dei paesi latini un numero crescente di viaggiatori russi, cechi o ungheresi, con tanto di mazze al seguito: attirati soprattutto dalla qualità dei servizi proposti, nonché dalla bellezza e mitezza dei luoghi raggiunti. Per l'altro, quasi non si contano le inaugurazioni di nuove strutture o le riaperture di vecchi percorsi ammodernati, dalla Slovenia fin su alla Polonia e giù alla Turchia. Dice: tanti campi, a quelle latitudini, non avranno certo dalla loro il clima. Già. Ma i prezzi che espongono consorzi e agenzie specializzate sono a prova di concorrenza. E il fattore stagionalità viene sfruttato appieno (con ribassi molto più consistenti, che non quelli praticati in Inghilterra o in Olanda, ad esempio).

Presa nel mezzo dalla crescita di Spagna e Portogallo (e da quella dei paesi dell'Est) l'offerta turistico-golfistica del nostro Sud è parsa insabbiarsi in un bunker dal quale è perlomeno arduo, possa un giorno fuoriuscire. E non è che manchino le isole felici, almeno un paio di percorsi gioiello, tanti volenterosi con spirito d'intrapresa e capacità di gestione. No. Al solito, difetta il contesto. Ogni tentativo di collegamento tra i siti è frustrato dalla carenza d'infrastrutture e da lungaggini burocratiche e amministrative. L'eccellenza di un campo stride con la disorganizzazione della ricettività territoriale. L'immagine del golf italiano, e di quello meridionale in particolare, risulta nel complesso troppo frammentata e indefinita, perché possa competere su questo mercato turistico. «Non c'è niente da fare: il Sud non ha alcuna speranza», chiosa rassegnato Dominique Antognoni, direttore del magazine «Golf Life». Il sogno di un Mezzogiorno verde-green, più ricco e più moderno, si scontra tuttoggi con una realtà quasi da incubo. Quanto ci si mette, in Golf Car, da Salerno a Reggio Calabria?

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3 COMMENTS

  1. campi di golf a Napoli
    Questa è un’idea molto intelligente ma non nuovissima. A Napoli se ne parla da almeno dieci anni, da quando l’ineffabile Governatore della Regione Campania, Antonio Bassolino, ebbe la brillante intuizione di mettere un campo da golf a Pianura, il quartiere abusivo alla periferia della città. I campi da golf, con moderni centri congresso, sarebbero stati il punto di partenza per la riqualificazione di un territorio violentato. I campi, non a caso, sarebbero dovuti sorgere sopra una vecchia discarica. Che persi i crismi di discarica abusiva, si trasformerà in discarica di fatto, visti i problemi nella rimozione dei rifiuti a Napoli. Era l’8 gennaio del 2000 quando fu deliberato il via al polo di sviluppo produttivo, con uno stanziamento di 130 miliardi di lire destinati a Pianura per la riqualificazione ambientale. Un anno dopo si parlerà di 110 miliardi per la costruzione, accanto ai campi da golf, anche di un day hospital, di strutture turistiche e piste ciclabili. Ma il fiore all’occhiello sarebbe stato proprio quel primo green al sud, in grado di attirare l’attenzione degli appassionati del Nord Europa, in crisi d’astinenza nel gelido inverno dei loro paesi.
    Bene, non solo non c’è nessun campo, ma nel 2004 ci sono stati violenti scontri per la decisione di destinare una cava della zona a sito di trasferenza dei rifiuti.

    Prima di fare certe proposte dovremmo rinnovare la classe dirigente. Il problema in Campania è che questa classe dirigente trova ad ogni elezione una legittimazione ulteriore del proprio dominio incontrastato.

    Saluti
    Paolo

  2. bell’idea!
    Ho vissuto un anno in Spagna; la Spagna del sud (comunidad valenciana, Andalucìa, regione di Murcia) è piena di campi da golf. In regioni in cui ci sono seri problemi di acqua potabile, piuttosto chiedono ai cittadini di consumare meno acqua ma i campi da golf devono essere sempre innafiati per essere belli verdi. Risultato: molti turisti inglesi e tedeschi di reddito medio-alto in pensione scelgono di trascorrere in Spagna il periodo invernale per la gradevolezza del clima, i servizi disponibili, i bassi costi e l’accoglienza delle persone…
    e il nostro sud??
    servizi scarsi, costi elevati e scandalo dei rifiuti in Campania.

  3. Grazie al golf…
    e perchè il sud non ha alcuna speranza, c’è sempre il modo per accordarsi con la mafia, la camorra, la’ndrangheta, oppure questi non contano più nulla?
    “sarebbe magnifico”

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