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Grazie alla Merkel Usa e Ue più vicine

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E' un bilancio positivo quello prodotto a Washington dal summit Usa-Ue.  L’Unione Europea - rappresentata da Angela Merkel e dal Presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso - e gli Stati Uniti - nelle vesti del Presidente, Bush - hanno siglato un nuovo accordo quadro al fine di armonizzare i sistemi economici. L'accordo giunge come un chiaro segnale di distensione dopo i tanti litigi tuttora insoluti: dalle vecchie ruggini nate sul terreno della politica estera, a quelle commerciali  (dall’acciaio alle misure anti-dumping fino agli aspetti legati ai diritti della proprietà intellettuale). A Washington, l’America e l’Europa si sono impegnate a rafforzare gli scambi commerciali e gli investimenti rimuovendo una serie di barriere burocratiche (dazi e tariffe) che impediscono di ottimizzare i rapporti commerciali bilaterali.

I tre leader hanno discusso di scambi commerciali, di cieli aperti, di rilancio del Doha Round  e delle questioni legate al cambiamento climatico. La Merkel ha ringraziato Bush per i sostanziali progressi avvenuti in breve tempo che testimoniano il buon rapporto personale sorto tra i due e le rispettive amministrazioni. A suggello della rinata amicizia tra Germania e America, durante gli incontri ufficiali, la Merkel ha voluto visitare la "cartina di Waldessmüller", conservata presso la Library of Congress. Nel 1507 il cartografo tedesco Martin Waldessmüller disegnò la prima cartina del mondo e fu il primo a dare il nome di America al continente.

L’accordo quadro siglato oltreoceano prevede al suo interno la creazione di un forum permanente per monitorare lo stato degli accordi commerciali ed i loro reali progressi. Il Forum presieduto dal vice presidente della Commissione Europea, Günther Verheugen e da Allan Hubbard che proviene dalle file dell’Executive office del Presidente Bush, è il primo tangibile sforzo di cooperazione comune sorto per promuovere la competitività di Washington e Bruxelles vis-à-vis con le nazioni emergenti.

Per evitare contestazioni da parte di altri paesi, Barroso ha sottolineato che l’accordo quadro non mira a sostituire il debole negoziato siglato in occasione del Doha Round, che fatica a decollare, ma a rilanciarlo con più vigore essendo ad esso complementare. Al riguardo, Stati Uniti ed Europa si sono  impegnati a dare vita ad una serie di nuovi accordi  - dall’agricoltura alle merci  fino ai servizi - all’interno dell’Agenda del WTO (Doha Development Agenda, DDA).

 L’accordo può essere letto come un primo passo tra Bruxelles e Washington per migliorare l’integrazione economica tra le due aree commerciali. La partnership strategica vuole anzitutto ridurre i confini nel campo delle proprietà intellettuali, nei mercati finanziari e nel settore delle innovazioni per competere con l’Oriente, nuovo baricentro economico mondiale. La Merkel ha sottolineato come l’armonizzazione degli standard, per esempio, nella costruzione delle auto (crash test) ridurrebbe i costi su entrambe le sponde dell’Atlantico.

Oltre a rilanciare l’integrazione economica transatlantica è stata confermata l’intesa per liberalizzare il trasporto aereo entro il 30 maggio 2008. L’accordo produrrà una serie di benefici reali per i consumatori e per le compagnie aeree sui due lati dell’ Atlantico: voli diretti dall’America all’Europa e nuove tratte commerciali. Più voli significa in realtà una netta riduzione dei costi pertanto l’accordo può essere considerato una tappa storica nel liberalizzare il traffico aereo.

L’accordo quadro oltre a rilanciare le basi dell’integrazione economica include infine una dichiarazione in materia di politica estera (di cui il ‘Quartetto del Medio Oriente’ fa parte) per rilanciare la pace nelle aree europee minacciate dal terrorismo, dalla proliferazione di armi di distruzione di massa e da guerre civili. In particolare, in Kosovo, Afghanistan, Medio Oriente, Iraq, Sudan si intende rafforzare la pace e la sicurezza trovando soluzioni comuni.

Il summit non ha scordato di discutere di riduzione dei gas serra e di cambiamenti climatici, pur non producendo accordi vincolanti e restando lontano da soluzioni comuni. Se l’Europa si è impegnata a ridurre drasticamente l’emissione di gas inquinanti, l’America pur convergendo sulla necessità di ridurre le emissioni non ha dato segnali forti. «Il cambiamento climatico ed i rischi ambientali che si corrono a causa dell’emissione dei gas serra - ha ammesso Bush - deve essere valutato come un problema destinato a cambiare le nostre abitudini di vita», ma resta ancora lontano il modo per ridurre tali emissioni.

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