Grazie alla Polonia, Prodi limita i danni in Europa

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Grazie alla Polonia, Prodi limita i danni in Europa

19 Ottobre 2007

Due anni e mezzo dopo la vittoria
del no nei referendum in Francia e Olanda sulla Costituzione, il Consiglio
europeo di Lisbona ha dato il via libera nella notte al nuovo testo di 255
pagine che detta le regole per il funzionamento dell’Ue allargata a 27 e presto
forse a 30. Gli ultimi scogli sono stati superati con una maratona negoziale di
sette ore condotta dal premier portoghese e presidente di turno, Josè Socrates,
che ha portato all’intesa con l’Italia e la Polonia, rispettivamente sui seggi
all’Europarlamento e sulla ‘clausola di Ioannina’. Ciò e’ stato possibile
portando da 750 a 751 il totale degli eurodeputati, anche se il presidente
dell’Europarlamento sarà conteggiato a parte in quanto per prassi non vota. A
questo punto la Germania scende dai 99 ai 96 eurodeputati, la Francia ne perde
quattro e resta a 74. Gran Bretagna e Italia da 78 ne perdono 5 arrestandosi a
73 eurodeputati.

Grazie al blocco posto dai gemelli polacchi,
che per tre ore con le loro proteste hanno paralizzato i negoziati, l’Italia limita
la perdita dei seggi europei al vertice europeo di Lisbona. Se è vero che l’intesa
raggiunta nel cuore della notte riequilibria il numero dei parlamentari
italiani con quelli della Gran Bretagna, non basta a recuperare la parità con
la Francia.

Il premier portoghese Josè Socrates ha cercato
il compromesso tra la proposta Lamassoure-Severin e le richieste italiane
offrendo un seggio all’Italia La proposta di Socrates, è stata accompagnata
dall’impegno, già approvato nei giorni scorsi all’unanimità
dall’europarlamento, di riconsiderare a partire dalla legislatura del 2014, la
spartizione dei seggi tenendo conto del parametro della cittadinanza e non più
di quelli della popolazione residente (come previsto dall’articolo 9A del nuovo
Trattato). Un criterio che premia l’Italia per i suoi tanti cittadini residenti
negli altri Paesi Ue. E l’Italia accetta – come dichiara Prodi nel corso di
un’intervista – con molta soddisfazione. Finisce così il vertice di Lisbona,
senza trionfi ma con un sospiro di sollievo. «Abbiamo il Trattato, siamo tutti
contenti. Lo salutiamo con molta soddisfazione». Così Romano Prodi commenta il
il raggiungimento dell’accordo a 27 sul nuovo Trattato Ue: «È la fine di un
lunghissimo periodo nella storia dell’Unione europea; abbiamo posto basi solide
per arrivare ad una conclusione positiva», ha aggiunto. «Ora l’Ue può operare
in modo concreto e tranquillo guardando al futuro», ha spiegato il presidente
del Consiglio sottolineando che «il Trattato approvato non rappresenta un
compromesso al ribasso. Non c’è nessun passo indietro rispetto a giugno» ha
assicurato il premier. Un accordo che «mette le cose a posto» e che permette
ora di guardare al futuro, ha sintetizzato soddisfatto Romano Prodi dopo la chiusura
degli accordi. In realtà, appena presentata l’offerta all’Italia si è fatta
avanti la Polonia rivendicando a suo volta un seggio in più. A quel punto
sarebbe entrato in campo il presidente francese Nicolas Sarkozy che avrebbe
riunito, presente anche il lussemburghese Jean-Claude Juncker, tanto Prodi
quanto Lech Kaczynski convincendo quest’ultimo a rinunciare ricordandogli
quanto gli era stato concesso nel precedente vertice del giugno scorso.

Aldilà dei falsi toni
trionfalistici, senza scomodare Pirro e le sue vittorie, è forse il caso di
tirare un sospiro di sollievo dunque ma di quelli corti. Un sospiro di sollievo
solo a metà per l’Italia che al di là del ‘siamo tutti contenti’ di Prodi è riuscita
a limitare i danni, grazie al chiasso dei gemelli polacchi. Meglio di noi ha fatto la Polonia, che dal canto
suo, è riuscita ad ottenere nel trattato costitutivo l’inserimento della
“clausola di Ioannina”, rendendo di fatto più favorevole la posizione delle
minoranze di blocco nelle decisioni a maggioranza. Varsavia che domenica si
presenta al voto politico non poteva accettare una bocciatura dall’Europa. Con
il successo di Lisbona i gemelli in svantaggio rispetto all’opposizione secondo
i sondaggi (34% in favore del governo, 39% in favore dell’opposizione) sperano
così di poter colmare il divario che li separa alla vigilia delle elezioni. La
Polonia chiedeva fin dall’esordio delle trattative la blindatura del meccanismo
all’interno del Trattato, in modo da renderlo modificabile solo all’unanimità.
Contrari tutti gli altri Stati membri. Grazie agli sforzi congiunti dell’asse
franco tedesco di Angela Merkel e di Nicolas Sarkozy, verso mezzanotte i
Kaczynski hanno avuto via libera alle loro richieste. Paradossalmente la linea
dura dei polacchi ha spaventato più dell’ Italia e per evitare la paralisi si è
raggiunto un accordo in extremis.La prima giornata del vertice dei capi di
Stato e di Governo dell’Unione europea si è conclusa quindi con un accordo
tanto sulla riforma del Trattato Ue, che sarà chiamato Trattato di Lisbona,
quanto sulla nuova ripartizione dei seggi dell’europarlamento, a partire dalla
prossima legislatura. «Noi non siamo dei piantagrane», ha sottolineato il
ministro degli Esteri, Massimo D’Alema, «abbiamo posto un principio,l’Europa ne
ha preso atto e ha fatto uno sforzo» Fortuna che in Europa c’è chi le grane le
pianta davvero (e l’Italia ne approfitta!).