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Grazie alla Polonia, Prodi limita i danni in Europa

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Due anni e mezzo dopo la vittoria del no nei referendum in Francia e Olanda sulla Costituzione, il Consiglio europeo di Lisbona ha dato il via libera nella notte al nuovo testo di 255 pagine che detta le regole per il funzionamento dell'Ue allargata a 27 e presto forse a 30. Gli ultimi scogli sono stati superati con una maratona negoziale di sette ore condotta dal premier portoghese e presidente di turno, Josè Socrates, che ha portato all'intesa con l'Italia e la Polonia, rispettivamente sui seggi all'Europarlamento e sulla ‘clausola di Ioannina’. Ciò e' stato possibile portando da 750 a 751 il totale degli eurodeputati, anche se il presidente dell'Europarlamento sarà conteggiato a parte in quanto per prassi non vota. A questo punto la Germania scende dai 99 ai 96 eurodeputati, la Francia ne perde quattro e resta a 74. Gran Bretagna e Italia da 78 ne perdono 5 arrestandosi a 73 eurodeputati.

Grazie al blocco posto dai gemelli polacchi, che per tre ore con le loro proteste hanno paralizzato i negoziati, l’Italia limita la perdita dei seggi europei al vertice europeo di Lisbona. Se è vero che l’intesa raggiunta nel cuore della notte riequilibria il numero dei parlamentari italiani con quelli della Gran Bretagna, non basta a recuperare la parità con la Francia.

Il premier portoghese Josè Socrates ha cercato il compromesso tra la proposta Lamassoure-Severin e le richieste italiane offrendo un seggio all’Italia La proposta di Socrates, è stata accompagnata dall'impegno, già approvato nei giorni scorsi all'unanimità dall'europarlamento, di riconsiderare a partire dalla legislatura del 2014, la spartizione dei seggi tenendo conto del parametro della cittadinanza e non più di quelli della popolazione residente (come previsto dall'articolo 9A del nuovo Trattato). Un criterio che premia l'Italia per i suoi tanti cittadini residenti negli altri Paesi Ue. E l’Italia accetta – come dichiara Prodi nel corso di un’intervista – con molta soddisfazione. Finisce così il vertice di Lisbona, senza trionfi ma con un sospiro di sollievo. «Abbiamo il Trattato, siamo tutti contenti. Lo salutiamo con molta soddisfazione». Così Romano Prodi commenta il il raggiungimento dell'accordo a 27 sul nuovo Trattato Ue: «È la fine di un lunghissimo periodo nella storia dell'Unione europea; abbiamo posto basi solide per arrivare ad una conclusione positiva», ha aggiunto. «Ora l'Ue può operare in modo concreto e tranquillo guardando al futuro», ha spiegato il presidente del Consiglio sottolineando che «il Trattato approvato non rappresenta un compromesso al ribasso. Non c'è nessun passo indietro rispetto a giugno» ha assicurato il premier. Un accordo che «mette le cose a posto» e che permette ora di guardare al futuro, ha sintetizzato soddisfatto Romano Prodi dopo la chiusura degli accordi. In realtà, appena presentata l'offerta all'Italia si è fatta avanti la Polonia rivendicando a suo volta un seggio in più. A quel punto sarebbe entrato in campo il presidente francese Nicolas Sarkozy che avrebbe riunito, presente anche il lussemburghese Jean-Claude Juncker, tanto Prodi quanto Lech Kaczynski convincendo quest’ultimo a rinunciare ricordandogli quanto gli era stato concesso nel precedente vertice del giugno scorso.

Aldilà dei falsi toni trionfalistici, senza scomodare Pirro e le sue vittorie, è forse il caso di tirare un sospiro di sollievo dunque ma di quelli corti. Un sospiro di sollievo solo a metà per l’Italia che al di là del ‘siamo tutti contenti’ di Prodi è riuscita a limitare i danni, grazie al chiasso dei gemelli polacchi. Meglio di noi ha fatto la Polonia, che dal canto suo, è riuscita ad ottenere nel trattato costitutivo l’inserimento della “clausola di Ioannina”, rendendo di fatto più favorevole la posizione delle minoranze di blocco nelle decisioni a maggioranza. Varsavia che domenica si presenta al voto politico non poteva accettare una bocciatura dall’Europa. Con il successo di Lisbona i gemelli in svantaggio rispetto all’opposizione secondo i sondaggi (34% in favore del governo, 39% in favore dell’opposizione) sperano così di poter colmare il divario che li separa alla vigilia delle elezioni. La Polonia chiedeva fin dall’esordio delle trattative la blindatura del meccanismo all’interno del Trattato, in modo da renderlo modificabile solo all'unanimità. Contrari tutti gli altri Stati membri. Grazie agli sforzi congiunti dell’asse franco tedesco di Angela Merkel e di Nicolas Sarkozy, verso mezzanotte i Kaczynski hanno avuto via libera alle loro richieste. Paradossalmente la linea dura dei polacchi ha spaventato più dell’ Italia e per evitare la paralisi si è raggiunto un accordo in extremis.La prima giornata del vertice dei capi di Stato e di Governo dell'Unione europea si è conclusa quindi con un accordo tanto sulla riforma del Trattato Ue, che sarà chiamato Trattato di Lisbona, quanto sulla nuova ripartizione dei seggi dell'europarlamento, a partire dalla prossima legislatura. «Noi non siamo dei piantagrane», ha sottolineato il ministro degli Esteri, Massimo D'Alema, «abbiamo posto un principio,l'Europa ne ha preso atto e ha fatto uno sforzo» Fortuna che in Europa c’è chi le grane le pianta davvero (e l’Italia ne approfitta!).

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2 COMMENTS

  1. Sbaglio o Prodi è riuscito
    Sbaglio o Prodi è riuscito a pareggiare solo con la Gran Bretagna che non è un paese fondatore ?

  2. Ma l’Europa non è solo uno
    Ma l’Europa non è solo uno spartirsi inutili seggi in un inutile Parlamento ma dovrebbe essere qualcosa di più alto e nobile. Ma come può essere cosa diversa una UE governata dai poteri forti, dai circoli finanziari, dagli ambienti bancari..!! Per quanto riguarda il ridimensionamento dell’Italia ormai dovremmo esserci abituati poichè siamo un Paese in chiaro declino, sotto tutti i punti di vista. Pertanto non mi stupisco più di tanto.

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