Grecia. Pacco esplode nell’ambasciata della Svizzera ad Atene

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Grecia. Pacco esplode nell’ambasciata della Svizzera ad Atene

02 Novembre 2010

Un pacco inviato all’ambasciata svizzera è esploso stamane, secondo quanto informa la polizia. Inoltre, questa mattina le autorità elleniche sono intervenute in seguito alla segnalazione di un pacco sospetto all’ambasciata bulgara ad Atene.

Antiterrorismo e artificieri sono accorsi alla rappresentanza diplomatica chiamati dallo staff in relazione ad un pacchetto ritenuto sospetto. L’ambasciata è stata evacuata mentre gli artificieri stanno controllando il pacchetto.

L’allerta fa seguito all’invio ieri di quattro pacchi bomba a basso potenziale, di cui tre intercettati, incluso uno diretto al presidente francese Nicolas sarkozy, e uno detonato provocando un ferito lieve. La polizia ritiene che gli attentati siano opera di gruppi anarco-insurrezionalisti greci e non esclude collegamenti con l’anarchismo italiano. In base ai primi esami balistici tuttavia le due pistole da 9 mm in possesso dei due giovani arrestati non sono mai state usate in precedenti attentati.

Tutti e quattro i plichi-bomba, di basso potenziale, erano indirizzati ad ambasciate straniere e uno al presidente francese Nicolas Sarkozy. Il mittente fittizio di quest’ultimo pacchetto intercettato era il vicepremier greco Theodoros Pangalos. Due giovani sono stati arrestati e secondo gli inquirenti apparterrebbero a uno dei gruppi anarco-insurrezionalisti e la tecnica appare simile a quella utilizzata per uccidere nei mesi scorsi l’assistente del ministro dell’Interno, Giorgio Vasilakis. Tale tecnica ricorda quella degli ordigni recapitati nel 1999 in Italia a nome dell’organizzazione Solidarietà Internazionale per chiedere la liberazione dell’anarchico Nikos Maziotis allora agli arresti in Grecia per un fallito attentato.

L’uccisione di Vasilakis è stata rivendicata da un gruppo sconosciuto, ma secondo la polizia l’attentato era la risposta al nuovo arresto lo scorso aprile di Maziotis, nel frattempo divenuto leader del principale gruppo armato, lotta Rivoluzionaria (EA). E il capo della polizia italiana Antonio Manganelli si era precipitato ad Atene per un vertice col suo collega Lefteris Oikonomu. Stamane la stampa, citando fonti delle indagini, scrive che gli inquirenti di nuovo non escludono una "pista italiana". Il portavoce della polizia Takis Papapetropoulos si è limitato a dire che "vengono seguite tutte le piste" e le indagini sono ancora in corso. Il portavoce ha sottolineato che "l’allerta non è finita" in quanto è possibile che altri pacchetti-bomba siano già stati spediti o lo saranno.