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Grecia, un milione di migranti dall’inizio del 2015

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Il Consiglio Ue di domani avrà il suo fulcro nel negoziato per un accordo con la Turchia sulla gestione dei flussi migratori vede la Commissione europea impegnata a delineare il perimetro della questione, attraverso una comunicazione illustrata dal vicepresidente dell'esecutivo Ue, Frans Timmermans.

Come ormai è noto, in cambio del suo coinvolgimento, Ankara chiede non solo soldi, ma anche la possibilità per i suoi cittadini di viaggiare nello spazio Schengen senza visto. E sul punto, il vicepresidente Timmermans è molto diretto: "La liberalizzazione dei visti per la Turchia resta soggetta a condizioni".

Affinché siano realizzabili i rimpatri dei richiedenti asilo dalla Grecia alla Turchia, avverte ancora Timmermans, dovranno essere necessarie modifiche legali da entrambe le parti: la Grecia dovrà riconoscere la Turchia come "Paese terzo sicuro", mentre Ankara dovrà garantire a tutti i profughi la stessa protezione che già offre ai siriani, ed equivalente a quella della Convenzione di Ginevra.

 Timmermans ha definito il meccanismo di scambio "uno a uno" una misura "temporanea e straordinaria". "In ogni caso, ha aggiunto, qual è oggi l'alternativa? La chiusura delle frontiere interne e il peggioramento di una situazione già difficile, come stiamo vedendo in Grecia. L'ultima cosa che vogliamo è che Idomeni diventi la norma. Questa non può essere la norma in Europa. Non è la via accettabile per andare avanti per la politica di asilo e migrazione dell'Ue. Dobbiamo fare tutto il possibile per evitarlo".

La Commissione Ue calcola che per mantenere l'impegno preso di ricollocare 106.000 migranti da Italia e Grecia entro settembre 2017, che fino ad ora sono stati solo 937, si debbano trasferire almeno 5.679 persone al mese, 187 al giorno.

Timmermans ha poi offerto una valutazione che va al di là del trattato con Ankara: "Il problema dei rifugiati non sparirà, c'è una guerra in Siria. L'Ue e i suoi Stati membri dovranno prendere seriamente il reinsediamento dei rifugiati. In nessun modo può essere considerato politicamente o moralmente accettabile trasformare la Grecia o la Turchia in enormi campi per rifugiati. L'Unione europea ha bisogno di un piano comprensivo per risolvere la crisi dei migranti e l'accordo con la Turchia è solo una parte di questa soluzione. La nostra cooperazione con Ankara è essenziale ma è solo uno dei pezzi di un puzzle. Dobbiamo andare avanti su tutti gli aspetti dell'agenda sui migranti".

Intanto l'agenzia dell'Onu per i rifugiati rende noto che sono oltre un milione i Migranti che hanno raggiunto l aGrecia dal 2015, dall'inizio, cioè, della crisi in Siria.  

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