Grillo che cita Chomsky è vecchio come il cucco

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Grillo che cita Chomsky è vecchio come il cucco

01 Aprile 2013

Non sorprende che Beppe Grillo citi Chomsky, l’odio verso noi stessi è un virus dilagante tra la sinistra occidentalista, come quella chomskiana, laudatrice di Pol Pot e dubbiosa sulla realtà dell’Olocausto. Grillo però non parla di storia o di politica ma dell’argomento che gli sta più a cuore, cioè il rapporto tra media e democrazia.

"La democrazia è una scatola vuota", scrive sul suo blog parafrasando il celebre professore di linguistica del MIT, e tutti noi vivremmo in una "macchina dell’indottrinamento" (naturalmente al servizio di poteri occulti e finanziari) che poggia su due pilastri, "fiction e sport". Usati, secondo Grillo, per distogliere la gente dai problemi reali. Espressione di quell’assopimento delle coscienze di fronte al vuoto della democrazia, "luccicante scatola vuota".

Un Grande Fratello che domina la società americana e quella occidentale, insomma. In realtà Grillo e il dioscuro Casaleggio forse pensano di dire delle novità o di aver fatto chissà quale destabilizzante scoperta ma, al di là del complottismo che ci sta sempre bene come il prezzemolo, questa visione dell’industria dell’intrattenimento che ottenebra le coscienze è vecchia come il cucco.

Basterebbe rileggersi qualche solone della Scuola di Francoforte, tutti coloro che per decenni ci hanno ammorbato con la storia del grande e del piccolo schermo che rincretinisce e che, come Adorno, si scandalizzavano del fatto che la Sora Cecioni dopo un giorno di duro lavoro possa rilassarsi un attimo assopita davanti all’ultima serie di Biutiful.

Grillo vorrebbe un popolo di italiani attaccati al pc per votare come polli in batteria qualsiasi cosa pur di riempire questa benedetta web democrazia, ma forse non ha capito che molti italiani preferiscono ancora guardarsi l’ultima partita di Totti o la imminente terza serie di Games of Thrones.

Fra tante "grammatiche" esplorate da Chomsky vale forse la pena occuparsi anche di cultura leggera, che poi leggera non è, se la prendi dal verso giusto.