Grillo lancia l’Opa sul Pd ma il partito lo stoppa: non può candidarsi

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Grillo lancia l’Opa sul Pd ma il partito lo stoppa: non può candidarsi

13 Luglio 2009

Beppe Grillo annuncia la scalata alla segreteria nazionale del Pd, ma il partito di Franceschini, tranne Ignazio Marino pure lui in lizza per la leadership insieme a Bersani e all’attuale segretario, fa quadrato e smonta le velleità del padre del “Vaffa day”.  A cominciare da Fassino che bolla quella di Grillo come “una boutade, una delle tante provocazioni di un uomo di spettacolo”. Per l’ex numero uno democrat “il partito non è un taxi, dove si paga la corsa e si scende, ma è una cosa seria. Al partito ci si iscrive in quanto nel partito ci si riconosce. Grillo in tutti questi anni ha manifestato sempre una ostilità, condita da attacchi violenti e volgari" contro i dirigenti democratici”.  Ma l’ex comico non ci fa caso e dal suo blog comunica di essersi già iscritto al Pd. Poi spiega l’obiettivo: “Questo è un ‘bad’ Pd; noi vogliamo cambiare, creare un ‘good Pd’, a partire dai vertici” e aggiunge che la scelta è finalizzata a “dare un senso a dieci anni di lavoro, per tornare a parlare di politica, per dare una mano ai giovani. Mi e’ venuto il magone a vedere come questi fossili hanno segato la povera Debora Serracchiani: aveva appena detto che condivide le cose che dico".

Ignazio Marino dice che "seguendo le regole della democrazia, chiunque ha le carte e le firme lo può fare. Io non giudico le persone, se Grillo arriverà con una mozione strutturata e risposte concrete sui temi che preoccupano le persone che vivono nel Paese, non vedo perchè debba essere escluso".

Diametralmente opposto il giudizio di  Giovanna Melandri: "A Grillo vorrei dire che uno che ha sputato veleno sul partito fin dalla sua nascita non puo’ candidarsi a guidarlo. Credo che prima dei colpi di scena, chi sceglie di impegnarsi in politica debba avere rispetto per migliaia di cittadini che, a diverso titolo, si sono impegnati per costruire il Pd e che, rispettandolo, ci credono veramente".

Totale sostegno all’ex comico genovese arriva invece da Antonio Di Pietro: "Vedo che molti nel Pd fanno a gara per irridere la candidatura di Grillo a segretario di quel partito, eppure il suo – dice il leader Idv – è l’unico programma esposto, molto più articolato delle idee che finora abbiamo sentito dagli altri candidati". La radicale Emma Bonino osserva: “Io ancora non ho capito bene se le regole di questo Statuto del Pd, che ogni giorno risulta più pasticciato, consentono o no la candidatura di Beppe Grillo. Se lo consentono il dibattito deve essere politico, non esistono ‘vade retro Satana’. Grillo e’ abituato a lanciare anatemi e a fare monologhi, ma non e’ mai stato disponibile a dialoghi o confronti. Se poi parliamo del programma che Grillo ha enunciato io trovo che ci siano delle sciocchezze".