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Spagna 1981, Italia 2013

Grillo non è Tejero ma vigiliamo sull’ordine democratico

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"Quieto todo el mundo!", con queste parole minacciose, pistola alla mano, il 23 febbraio del 1981 il tenente colonnello Antonio Tejero della Guardia Civil irruppe nelle Cortes per quello che le cronache storiche ricordano come "El Golpe". La Spagna di allora era un Paese che stava vivendo una difficilissima fase di transizione verso la democrazia, in un contesto economico avverso e sotto l'eterna minaccia dell'insurrezione basca. Sfruttando le debolezze della classe politica e l'impossibilità di formare un governo, i militari pensarono di forzare la mano, qualcuno dice solleticati da Washington. Va reso atto a Re Juan Carlos, figura centrale nel processo di democratizzazione spagnolo, per aver arginato il Golpe.

Anche l'Italia di oggi è un Paese travolto dalla recessione economica che vive una complessa fase di transizione politica dopo il tonfo della Seconda Repubblica. Come in Spagna all'inizio degli anni Ottanta, l'instabilità e la difficoltà di avere un nuovo governo sono il riflesso di una società magmatica, che ribolle, dove il malcontento per le condizioni materiali di vita della popolazione possono prestare il fianco a soluzioni eversive e/o autoritarie. Beppe Grillo non è Tejero, ma certe dichiarazioni del Capataz 5Stelle - "Se falliamo noi ci sarà violenza nelle strade" - o dei suoi elettori (tale Giuseppe ieri sera a Servizio Pubblico parlava già di un "partito dei bastoni"), potrebbero spingere qualche manipolo di forsennati a degli imprevedibili colpi di testa, spianando la strada a un "ritorno all'ordine" tipo quello interpretato nell'81 dal tenente colonnello spagnolo.

Con una differenza. All'orizzonte in Italia in questo momento non si vede un Juan Carlos pronto a reagire al Golpe garantendo la continuità democratica. L'incarico del Presidente Napolitano sta per concludersi. Se non si troverà un accordo per il Senato, presto andremo nuovamente a elezioni. Formare un governo stabile visti i risultati elettorali sembra un miraggio. E anche le "dimissioni" di Ratzinger hanno contribuito a generare un clima dove mancano figure di riferimento. I nostri servizi sono pronti e reattivi tanto da arginare rovesciamenti autoritari? Speriamo che chi lavora nell'ombra abbia coscienza e percezione chiara della situazione attuale, degli scenari peggiori e di come evitarli.

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2 COMMENTS

  1. Non facciamo confusione, né
    Non facciamo confusione, né paragoni offensivi. Naturalmente per il mitico colonnello, che riusci a mettere le intere Cortes – con solo due eccezioni – “cara al suelo, y culo al cielo”. Così rivelando la vera natura della democrazia parlamentare e dei partiti, cui per ora dobbiamo rassegnarci.

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