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Grillo vede due Italie ma ne esiste una sola

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Beppe Grillo immette molte ragioni nella sua frenetica e sudata predicazione ma commette un errore fondamentale. E’ convinto che esista una netta separazione tra società politica e società civile, dove la prima raccoglie la sentina di tutti i mali, mentre la seconda è il luogo della palingenesi e della purificazione. E’ un errore che con diverse proporzioni hanno commesso in tanti tra i populisti e demagoghi che hanno calcato le scene di questo e di altri paesi con esiti che vanno dalla tragedia al rapido oblio.

Grillo guarda le piazze plaudenti che accorrono ai suoi comizi ed è convinto che quella sia tutta energia positiva, sprigionata dal cuore del paese contro un paese senza cuore. Se invece guardasse uno ad uno i suo adoranti spettatori vedrebbe molte cose diverse. Vedrebbe anche persone che parcheggiano in seconda fila o all’occorrenza nei posti riservati agli handicappati; vedrebbe piccoli e grandi evasori fiscali, da quelli che non fanno fattura a quelli che non la chiedono; vedrebbe raccomandati, assenteisti, abusatori edilizi, bugiardi di vario ordine e grado; vedrebbe drogati e puttanieri, mariti e mogli infedeli; vedrebbe quello che bara al concorso pubblico e il finto invalido, quello con due pensioni e quello col doppio lavoro. Insomma vedrebbe una massa di persone che dà fondo finché può ai piccoli e grandi privilegi che gli si presentano, agli stratagemmi e alle furberie che la sorte gli ha messo a disposizione.

Trasportati nel mondo della politica, come Grillo pensa di fare con sue liste del Vaffa, ciascuno troverebbe il modo di “upgradare” i privilegi e le furberie della sua condizione precedente. Ne sa qualcosa Antonio Di Pietro, che prima di lui, anche se con meno clamore, ha cercato di portare gli onesti e puri cittadini agli altari infetti della politica.

E’ già pronta la concorrenza tra chi ha la lista più “Vaffa” degli altri; i grilliani della prima ora nutriranno presto sospetti verso quelli saliti sul carro già avviato; qualche eletto, debitamente incoraggiato passerà al nemico; qualcuno vorrà ad ogni costo diventare assessore; ci scapperà qualche viaggio in auto blu, un nipote fatto portaborse, una mazzetta che non si nega a nessuno, un appartamento a prezzo d’affezione. Si faranno vedere i riciclati, salterà fuori qualche precedente dimenticato e chissà cos’altro.

Grillo, nel migliore dei casi, passerà il suo tempo a mettere e togliere timbri di legittimità a questo o a quello tra i suoi affiliati; a rincorrere i titoli dei giornali che godranno nel mettere alla gogna ogni “grillino” che sbaglia e a fare laconiche dichiarazioni del tipo: “ho fiducia nella magistratura”.

I più avvertiti o i meno infervorati tra i suoi lo sanno e lo scrivono delusi sul blog: è troppo presto, hai sbagliato, stai diventando come loro, se lo avessi saputo non sarei venuto, e altri messaggi del genere. E lui che sostiene che “il web è la vera democrazia perché non mente mai”, non dovrebbe sottovalutarli. Così come non dovrebbe sottovalutare le torme scalmanate di sostenitori che insultano e minacciano, sempre sul web, chiunque critichi il loro beneamato leader.

Grillo non ha portato in piazza un popolo vergine o un esercito di alieni. Ha trascinato con se gente normale, che ogni giorno fa i conti con se stessa e con i mille compromessi che la vita gli impone. Odiano i politici perché in essi riconoscono le stesse debolezze e gli stessi vizi che infestano le loro giornate. Li vorrebbero migliori per essere migliori, ma non è buttandoli giù dal trono e prendendo i loro posto che cambiano le cose. Il legno dell’umanità è storto dalla base alla cima.

Certo che tra le folle grilliane c’è anche un sacco di bravissima gente. Gente onesta, che lavora e sogna un’Italia migliore. Ma di questa gente ce n’è anche  tra i politici, benché  si rischi di essere linciati nel dirlo. La “società politica” è solo un concentrato di quella civile, del suo meglio come del suo peggio. E non, come crede Grillo, il frutto di un parto demoniaco.

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3 COMMENTS

  1. grillo
    buon giorno mi sono appena iscritto.
    penso che lei abbia colto il fatto.
    i politici che ci ritroviamo sono lo specchio degli italiani…. io vivo in un piccolo paese dove tutti ci conosciamo e molti vanno a messa tutte le domeniche , al bar fanno bei discorsi , ma poi si sa che fanno solo i propri interessi , sono egoisti, e se possono ti frgano o cercano di farlo.perche’ mastella , per fare un’esempio, ha sempre molti voti? perche’ molti suoi compaesani lo votano perche’ ricevono aiuti,appalti,lavori vari…. se noi tutti dovessimo fare il bene del nostro paese non voteremmo certe persone. invece ognuno di noi pensa per se stesso… ha ragione Castelli a dire che se un politico non piace NON LO SI VOTA!!! e se si vuole cambire le cose ci si mette in politica e si combatte. ci siamo lamentati , e abbiamo insultato craxi e poi abbiamo votato il suo braccio destro…. abbiamo detto mai votero’ berlusconi perche’ e’ entrato in politica per risolvere i suoi guai, e votiamo prodi…. una persona che ha distrutto tutte le aziende che ha toccato…. siamo noi il problema , siamo noi che votiamo e siamo noi che ci tagliamo le p….
    cordiali saluti.

  2. ACCULTURARE L’ITALIETTA
    Credo che non si sia mai detto questo di Grillo: che il livello culturale dei suoi discorsi è troppo basso. Credo che ragionare su Grillo senza tener conto di questo fatto sia un affare pessimo: sarebbe come parlare con un pappagallo dispettoso. Non dar le perle ai porci, mi sovviene quasi si consigliarvi… Eppure Grillo è popolare; come fare dunque? Acculturare l’Italietta.

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